L’amministrazione Trump minaccia nuove ritorsioni, dazi compresi, contro l’Europa per la digital tax e altre misure che considera restrittive per le Big Tech americane. L’ufficio commerciale della Casa Bianca, USTR, in un post sui social media ha accusato l’Unione Europea di continuare a resistere alle richieste americane di retromarce sulla regolamentazione dei colossi tecnologici a stelle e strisce, in casa avvantaggiati da un clima di drastica deregulation e carta bianca al grande business che caratterizza il secondo mandato di Trump.
Il Presidente, intanto, ha progranmato per mercoledì in prima serata un discorso alla nazione nel quale, ha fatto sapere, rivendicherà tutti i successi del suo primo anno dal ritorno al potere, probabilmente in vetta ci saranno anche le guerre commerciali globali, e prometterà che “il meglio deve ancora arrivare”.
Lo USTR ha scritto ora un potenziale nuovo capitolo dei conflitti economici non solo con avversari ma con paesi alleati. “Se la Ue e gli stati membri della Ue insistono nel continuare a retringere, limitare e ostacolare la competitività dei service providers statunitensi attraverso mezzi discriminatori, gli Stati Uniti non avranno scelta se non cominciare a usare ogni strumento a loro disposizione per controbattere a queste misure irragionevoli”, ha fatto sapere l’Ufficio guidato dal protezionista Jamieson Greer. Ancora: “Dovessero simili misure di risposta essere necessarie, la legge Usa permette di imporre penali o restrizioni a servizi stranieri, tra le altre azioni”.
Secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg, l’amministrazione intende in particolare avviare una indagine commerciale, usando la Sezione 301 del Trade Act del 1974, che prevede rappresaglie, tra le quali tariffe, in caso di determinazione di comportamenti discriminatori, ingiustificati o dannosi per gli Stati Uniti da parte di nazioni estere. Tra i marchi europei sui quali Trump potrebbe rivalersi ci sono Accenture, Siemens e Spotify. E vengono menzionati anche DHL, SAP, Amadeus, Capogemini, Publicis e Mistaral AI, che, sostiene, lo USTR, hanno accesso illimitato al mercato Usa da anni.
Trump ha il dente avvelenato con la Ue per gli interventi su gruppi quali l’impero di Elon Musk, Alphabet, Meta e Amazon, da piani sulla tassazione digitale e quello che definisce il mancato rispetto di impegni ad “affrontare barriere ingiustificate sul digitale”.









