L’amministrazione Trump sta osservando con irritazione le mosse di Carney per rafforzare le relazioni commerciali del Canada con altri Paesi, tra cui la Cina: il presidente Usa ha minacciato di imporre dazi del 100% sui prodotti canadesi e ha affermato che «la Cina avrebbe conquistato» il Canada e vietato l’hockey.
Lo stesso Trump ha risposto con animosità al discorso tenuto da Carney a Davos , in Svizzera, per spiegare che «l’era di un ordine globale guidato dagli Stati Uniti è finita» e che le potenze medie come il Canada avrebbero dovuto unirsi per difendere i propri interessi. «Il Canada vive grazie agli Stati Uniti. Ricordatelo, Mark, la prossima volta che farai un discorso», ha dichiarato Trump il giorno dopo il discorso di Carney a Davos.
Gli scontri non hanno portato a nuovi dazi e costituiscono il contesto aspro in cui i Stati uniti e Canada arriveranno a negoziare il teso dell’Usmca. Sempre che l’accordo non venga abolito per sempre. Del resto nell’ultimo anno l’amministrazione Trump ha imposto dazi su Canada e Messico nonostante l’Usmca. In Canada, questi dazi stanno colpendo duramente importanti settori dell’economia come legname, automobili, acciaio e alluminio.
Tuttavia, l’accordo attuale lascia la maggior parte degli scambi commerciali in Nord America sono stati risparmiati dalle tariffe. Tuttavia, a riprova della difficile fase di scontri, tra Stati Uniti e Canada gli scambi si sono ridotti nel 2025. I dati ufficiali mostrano come l’anno scorso il deficit commerciale degli Usa con il Canada si sia ridotto a 46,4 miliardi di dollari, rispetto ai 62 miliardi di dollari dell’anno precedente: tutto a causa del calo sia delle importazioni che delle esportazioni.
Canada e Messico si stanno riorganizzando per sostenere i costi della fine dell’Usmca. Un accordo che per Trump «non porta vantaggi agli Stati Uniti, è irrilevante, e solo il Canada vuole, perché ne ha bisogno».