Storie Web sabato, Gennaio 17
Treni,  prezzi variabili sulle Frecce: ecco come risparmiare sul biglietto

Dal 1° gennaio 2026 l’Alta velocità italiana cambia pelle. Dopo una fase di prova, sulle Frecce di Trenitalia entra a regime la tariffazione dinamica, un modello che lega il prezzo del biglietto all’andamento della domanda. In altre parole, il treno inizia a comportarsi come un aereo e ne adotta la flessibilità nella tariffazione. In ballo non c’è solo la questione degli sconti e delle offerte, ma proprio un cambio strutturale nel modo in cui si forma il prezzo del viaggio.

Il principio: il tempo conta

Il meccanismo, funziona sull’anticipazione della prenotazione. Prima si acquista il biglietto, più è probabile pagarlo meno. Al contrario, man mano che la partenza si avvicina, e se la richiesta cresce, il prezzo sale. Non è un sistema automatico, ma opera in funzione di quante persone stanno cercando quel treno, in quel giorno, a quell’ora. Risultato? Il prezzo smette di essere una cifra “data” e diventa una variabile.

Addio quote fisse di sconto

Finora il sistema si basava su un numero predeterminato di biglietti a prezzo ridotto, legati alle diverse tariffe commerciali. Poco importava se si viaggiava di martedì o di venerdì, alle sette del mattino o nel tardo pomeriggio: le percentuali restavano le stesse. Dal primo gennaio 2026 non è più così e l’offerta si è adattata alla domanda. Se un treno si riempie in fretta, le tariffe più basse si assottigliano, se invece resta vuoto, gli sconti aumentano. L’obiettivo industriale è chiaro: aumentare il tasso di riempimento utilizzando la leva tariffaria. E dunque spostare parte dei viaggiatori verso giorni e fasce orarie meno richiesti, riducendo i posti vuoti e distribuendo meglio la domanda lungo la settimana. Per questo diventa più facile trovare prezzi bassi su treni del martedì o in orari marginali, mentre il venerdì e le partenze di punta tendono a costare di più.

Perimetro ristretto

Il nuovo sistema di tariffazione dinamica non si applica all’intero perimetro ferroviario. Restano fuori Intercity e regionali, che continuano a seguire logiche diverse perché sostenuti da contributi pubblici. Il nuovo modello riguarda solo le Frecce e dunque la parte dei treni che vive di mercato puro. A determinare le variazioni di prezzo è un software, simile a quelli utilizzati nel trasporto aereo. Ma non è un sistema lasciato a se stesso. Le indicazioni dell’algoritmo vengono filtrate e gestite dalla direzione marketing, che decide come modulare le tariffe e con quali limiti.

Il nodo dei prezzi massimi

Proprio sui limiti si gioca una partita delicata. Il gruppo Ferrovie dello Stato assicura che esistono tetti massimi, pensati per evitare impennate incontrollate nei periodi di altissima domanda, come le festività o l’estate. A fare da contrappeso c’è anche la concorrenza. Oggi limitata a pochi operatori, ma potenzialmente destinata ad ampliarsi, anche con l’ingresso di player esteri come Sncf. Un fattore che contribuisce a tenere sotto controllo il livello dei prezzi. Ma alla fine cosa cambia quindi per i viaggiatori? Il messaggio è chiaro: programmare in anticipo diventa sempre più conveniente. Dal 2026, anche sul ferro, l’affare si strappa giocando d’anticipo.

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