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Notiziario

Lia Quartapelle, deputata del Pd, aveva presentato un’interrogazione parlamentare sulla partecipazione di tre neofascisti italiani a un ricevimento organizzato dall’ambasciata russa a Roma. E per questo era stata attaccata dai diplomatici del Cremlino.

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Aveva presentato un’interrogazione parlamentare sulle presenza di tre esponenti neofascisti italiani all’evento organizzato dall’ambasciata russa a Roma per la commemorazione di Darya Dugina, figlia di Aleksandr Dugin, il filosofo e politologo noto anche come “l’ideologo di Putin”, a un anno e mezzo dal suo omicidio. Per questa ragione la deputata del Partito democratico, Lia Quartapelle, è stata attaccata dall’ambasciata russa: “Non ho paura delle intimidazioni di Mosca. La nostra democrazia va difesa“, ha messo in chiaro la parlamentare dem in un’intervista con Repubblica.

Non è la prima volta che l’ambasciata russa cerca di interferire sull’attività del Parlamento italiano e, temo, non sarà l’ultima. A meno che tutte le forze politiche del Paese — alcune delle quali cieche di fronte ai crimini di Putin — non reagiscano compatte a difesa del nostro spazio democratico“, ha aggiunto.

La nota dell’Ambasciata russa dopo l’interrogazione di Quartapelle

Dopo l’interrogazione, l’ambasciata russa aveva diffuso una nota in cui affermava che fosse “lieta di aprire le sue porte a tutti i parlamentari e ai cittadini italiani, a prescindere dalle loro convinzioni politiche“. E spiegare: “La deputata del Parlamento italiano Lia Quartapelle, già membro della Grande Commissione Interparlamentare Russia-Italia, ha avviato un’interrogazione parlamentare in merito al caso dei presunti ‘ospiti neofascisti’ al ricevimento dell’Ambasciata russa. Abbiamo assistito, probabilmente, al primo caso nella storia della diplomazia in cui un deputato solleva in Parlamento la questione di partecipazione di cittadini del proprio Paese ad un ricevimento presso l’Ambasciata di uno Stato estero con cui esistono relazioni diplomatiche. Davvero, non c’è limite alla creatività parlamentare italiana!“.

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Nel comunicato, si sottolineava anche come “i diplomatici russi in Italia, così come in qualsiasi altro Paese, non distinguono gli amici della Russia in base all’appartenenza alla destra, alla sinistra, al centro o ad altre posizioni, convinzioni o credi religiosi. Compito fondamentale delle ambasciate russe all’estero è essere un centro di riferimento per chiunque abbia a cuore i valori dell’armonia mondiale e cerchi di costruire ponti per promuovere la cooperazione e l’amicizia tra i popoli e i singoli cittadini che amano e rispettano la ricca cultura russa e le sue varietà culturali“.

Quindi la conclusione: “L’Ambasciata russa è lieta di aprire le sue porte a tutti i parlamentari e ai cittadini italiani, a prescindere dalle loro convinzioni politiche, a condizione che siano disposti a un dialogo paritetico, al mutuo rispetto e a una ricezione oggettiva delle complessità del mondo contemporaneo“.

La solidarietà della politica e le denunce di interferenze

Dopo la nota Quartapelle ha subito ricevuto la solidarietà dei colleghi del Partito democratico, ma anche dalle forze politiche del centro, che hanno denunciato un grave tentativo di interferenza da parte dei diplomatici russi nelle attività parlamentari italiane. Anche il presidente della Camera, il leghista Lorenzo Fontana, era intervenuto: “Esprimo solidarietà all’onorevole Lia Quartapelle. Ciò che l’ambasciata russa definisce ‘creatività’ corrisponde invece alla prerogativa di un parlamentare di un Paese libero e democratico come l’Italia che non può e non deve essere messa in discussione“.

Subito dopo anche tutte le altre forze politiche di maggioranza hanno espresso vicinanza a Quartapelle. “L’Italia è un Paese libero dove un rappresentante del popolo ha il diritto e il dovere di esercitare le proprie funzioni. Nessuno tocchi la nostra democrazia“, avevano commentato dalla Lega. Anche Fratelli d’Italia aveva sottolineato come “un parlamentare ha sempre il diritto di esercitare le proprie funzioni, si chiama democrazia“. Per Forza Italia, infine, l’attacco a Quartapelle “ è un attacco a tutto il Parlamento italiano e alla sua libertà di giudizio“.

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