Storie Web mercoledì, Aprile 1

Il governo ha fatto marcia indietro sulle risorse destinate agli ‘esodati’ di Transizione 5.0, cioè le imprese rimaste escluse dagli incentivi per esaurimento dei fondi. Dopo il taglio deciso con il decreto fiscale approvato pochi giorni fa, l’esecutivo ha annunciato il ripristino e il rafforzamento della misura.

Al termine di un incontro al ministero delle Imprese e del Made in Italy con le principali associazioni datoriali, il ministro Adolfo Urso ha comunicato che la dotazione complessiva salirà a 1,5 miliardi di euro. La cifra è superiore sia ai 537 milioni previsti dal decreto fiscale, sia agli 1,3 miliardi stanziati con l’ultima legge di Bilancio.

Il taglio deciso venerdì aveva ridotto drasticamente le risorse, suscitando preoccupazioni diffuse tra le imprese e portando alla convocazione urgente di un tavolo di confronto. La nuova decisione riporta la copertura su livelli più vicini alle attese del sistema produttivo.
Secondo il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, le risorse sono state recuperate “dalle previsioni che avevamo fatto”, mentre il ministro Tommaso Foti ha parlato di un risultato ottenuto “con un po’ di sacrifici”, sottolineando implicitamente la necessità di trovare un equilibrio politico oltre che finanziario.

Le associazioni di categoria hanno accolto positivamente la correzione. Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha detto che non si è trattato di “nessuna sorpresa”, ma di un intervento necessario, esprimendo “apprezzamento” per la scelta del governo di sostenere le imprese. Secondo Orsini, il nuovo stanziamento consente di riportare la copertura dal 35% previsto dopo il taglio fino al 90%, e al 100% per i pannelli fotovoltaici.

Durante l’incontro si è discusso anche dell’iper-ammortamento, su cui le imprese chiedono certezze operative. Il decreto attuativo, secondo quanto riferito, dovrebbe arrivare a breve ed entrare in vigore nei primi giorni di maggio, un passaggio considerato importante per sbloccare nuovi investimenti.

Anche le altre associazioni hanno espresso un giudizio favorevole. Confesercenti ha definito il confronto “un tavolo positivo”, mentre Confcommercio ha sottolineato come il governo abbia recepito le richieste del mondo produttivo, riportando le imprese al centro del dialogo.

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