
Prima si muovono i blindo Centauro e a stretto giro i Freccia, che fanno fuoco e ripiegano; poi contrattaccano gli Ariete; dall’alto un Raven (“il corvo” dei droni militari) monitora la situazione; i bersaglieri bonificano l’area. Munizioni da 120 millimetri raggiungono i bersagli. Addestramenti intensi e manovre per 740 soldati italiani della base Nato di Novo Selo, che si avvicendano ogni sei mesi nel principale poligono (144 km quadrati) della Bulgaria. Simulazioni, ma il Mar Nero è a meno di 100 chilometri più in là: “fianco est dell’Alleanza”, quello considerato più a rischio di minacce russe. Secondo i dossier della Cia, il presidente Putin, dopo l’Ucraina, punterà ai Paesi Baltici. «Negli ultimi mesi abbiamo potenziato l’addestramento – spiega il colonnello Mattia Scirocco, comandante del Battlegroup multinazionale – Siamo pronti a ogni evenienza nel caso in cui ci fosse un innalzamento della minaccia nel fianco est europeo».
Dal 2022 il contingente italiano è il più numeroso in questa base americana dell’Alleanza Atlantica perché siamo la “nazione quadro” delle Nato Forward Land Forces, uno degli otto battaglioni costituiti in tutta l’Europa orientale, dall’Estonia a Nord alla Bulgaria a Sud, per dimostrare la capacità e la determinazione della Nato nel rispondere a potenziali minacce ai suoi confini. Accanto all’Italia, ci sono un centinaio di militari della Bulgaria, poi Macedonia del Nord, Romania, Montenegro, Grecia, Albania e Turchia. Duecento i mezzi a disposizione.
«Questi poligoni particolari sono l’occasione migliore in cui potersi addestrare insieme, allineare le procedure tecnico-tattiche e raggiungere gli obiettivi prefissati – aggiunge il comandante – Ci permettono inoltre di svolgere attività di addestramento con la Romania dove si trova il nostro Comando superiore (e dove c’è un battlegroup a guida francese) e altre attività che in Italia non si potrebbero fare».
Integrazione con le Forze armate degli altri Paesi alleati per aumentare deterrenza e difesa: «La deterrenza consiste nel mostrare ciò che gli eserciti dei paesi Nato sanno fare – continua il comandante dopo aver assistito ai colpi sparati dai Panzerhaubitze e dai VBM portamortai e alla simulazione di bonifica e aver osservato una dozzina dei suoi bonificare un edificio – Il fine ultimo è la difesa del territorio dei Paesi Nato: la nostra postura è esclusivamente difensiva, proporzionata e coerente con gli impegni internazionali».
Tra meno di due mesi sarà nuovamente il momento del cambio della guardia per gli oltre 700 italiani di Novo Selo che lasceranno il posto ad altrettanto colleghi, in quello che sarà il settimo ciclo di addestramenti nella base bulgara.