Nelle scuole italiane, dall’asilo alle superiori, sono 930 mila gli alunni senza cittadinanza italiana, l’11,6%del totale. Secondo uno studio di Idos, negli ultimi 11anni la presenza di alunni con cittadinanza straniera è cresciuta del 16% a fronte di un calo del 12,5% degli autoctoni, arginando oltretutto l’emorragia, legata al calo demografico, che ha portato il totale di alunni dai quasi 9 milioni del 2014 ai circa 8 milioni di oggi (-9,9%).
Dei circa 931mila studenti stranieri quasi due terzi (65,2%,pari a oltre 607mila unità) sono nati in Italia: 11 anni fa erano poco più della metà (51,7%). La metà degli iscritti stranieri si distribuisce nelle 5 principali cittadinanze: romena, albanese, marocchina, cinese ed egiziana; i restanti si ripartiscono in molte decine di altre nazionalità.
Il precedente della circolare Gelmini
Il limite massimo del 30% di studenti stranieri per classe è “di norma” già previsto da una circolare del 2010 dell’allora ministra Gelmini, una disposizione che però è stata derogata per ragioni che riguardano l’ubicazione territoriale delle scuole, soprattutto nei quartieri ad alta densità migratoria.
Presidi: tetto stranieri condivisibile ma difficile da applicare
Per il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli la questione del numero massimo di alunni stranieri nelle classi è “fondata e condivisibile” dal punto di vista didattico, ma di difficile soluzione concreta. Il problema riguarda soprattutto le iscrizioni nelle scuole dell’infanzia e primarie, dove si applica il criterio di vicinanza alla scuola. Nei quartieri in cui la presenza di stranieri è maggioritaria non sarebbe realistico, dice il rappresentante dei presidi, non accogliere gli alunni per rispettare un limite numerico.
La geografia dei numeri
Più di un quarto si trova in Lombardia (236mila,ovvero il 26%, con un aumento di 15mila in quattro anni) seguita da Emilia-Romagna (112.839), Veneto (94.669), Lazio (80.051) e Piemonte (78.039). Dal punto di vista delle città, quella con più studenti non italiani è Milano dove sono 79.039 seguita da Roma (63.782), Torino (39.465) e Brescia (32.747). Sono i dati dell’ultimo rapporto Ismu, Iniziative e Studi sulla Mobilità Umana. Inferiori le presenze al sud, dove però è più alto il numero di minori non accompagnati: se è vero che anche in questo caso il numero maggiore si trova a Milano (oltre mille), al secondo posto si trova Catania con 745.
La dispersione scolastica
Gli studenti non italiani hanno maggiori difficoltà anche perché si trovano in contesti svantaggiati: è più alto il rischio di dispersione implicita (che è al 22,5% contro l’11,6%degli italiani). Però si registra qualche cambiamento. Ad esempio cresce la presenza di studenti stranieri nei licei, soprattutto fra gli stranieri nati in Italia, anche se ancora resta un divario. Alle medie oltre il 50% degli italiani pensa di iscriversi poi al liceo ma solo il 38,3% degli stranieri.
I risultati scolastici
Per quanto riguarda il risultato scolastico, il Rapporto Invalsi ha mostrato che gli studenti stranieri in terza media hanno punteggi inferiori di 22,6 punti in italiano e di 13,5 in matematica; proseguendo gli studi quello in matematica si cancella e resta in italiano, mentre nelle prove di inglese i non italiani hanno risultati migliori.
