Storie Web domenica, Aprile 21
Notiziario

Nel corso della segreteria del Pd, in vista della direzione di domani, Elly Schlein ha aperto alla discussione sul terzo mandato per governatori e sindaci di Comuni con più di 15mila abitanti. E intanto circola un documento sottoscritto da una trentina di amministratori locali dem, in cui si chiede la rimozione del limite per i mandati.

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Mentre Fdi e Lega litigano sul terzo mandato per i governatori di Regione si avvicina l’ora della verità anche per il Partito Democratico. La questione è delicata, perché se la Lega ha interesse a rimuovere il limite, per ricandidare Zaia nel Veneto, alla segretaria del Pd il tetto potrebbe fare comodo, per evitare una terza ricandidatura di Vincenzo De Luca in Campania e continuare così il rinnovamento del partito.

“C’è una discussione in corso e vediamo quale sarà il punto di caduta domani in Direzione. Spero ci si arrivi”, ha raccontato Matteo Biffoni, sindaco di Pd di Prato e delegato Anci immigrazione, interpellato dall’Adnkronos dopo che ieri Elly Schlein si è detta aperta ad un confronto con gli amministratori sull’emendamento presentato dalla Lega al decreto elezioni, in cui si chiede di superare il tetto ai due mandati per i sindaci delle città con più di 15mila abitanti e per i presidenti delle Regioni.

“Il tema è molto sentito da gran parte dei sindaci Pd, che sono tanti e hanno anche un peso significativo. L’Italia è l’unico Paese in tutta Europa che ha il limite dei due mandati. Ma al di là quella questione di merito, c’è anche una questione di metodo. La destra è divisa, c’è una spaccatura forte tra Fdi e Lega. Abbiamo l’occasione di mettere in difficoltà la maggioranza con le sue contraddizioni, credo sia l’abc per chi sta all’opposizione”, ha detto ancora Biffoni.

La Lega presenta un emendamento al decreto Elezioni per il terzo mandato dei governatori di Regione

C’è anche un documento, che risale al 15 febbraio, che circola da giorni tra i sindaci Pd. Finora è stato sottoscritto da almeno una trentina di primi cittadini e potrebbe essere presentato come ordine del giorno domani in Direzione. Nel testo si chiede l’eliminazione del vincolo dei due mandati “una vera anomalia dell’ordinamento italiano, in quanto è rinvenibile nell’ambito dei Paesi europei solo in Portogallo (tre mandati) e in Polonia”e di dare mandato ai parlamentari dem di sostenere la riforma in Parlamento.

In queste ore sono in corso interlocuzioni tra Elly Schlein e gli amministratori locali come annunciato ieri al termine della segreteria dem. “Non ci posizione cristallizzate, la discussione è aperta”, è la linea dettata dalla leader dem, che ha delineato la strategia nella riunione di ieri, in vista della direzione del Pd prevista per domani.

L’odg dei sindaci, di cui dà conto l’Adnkronos, è un documento di 5 pagine, in cui si elencano i motivi per cui è arrivato il momento di superare il tetto dei due mandati introdotto nel 1993, contestualmente all’elezione diretta dei primi cittadini, in una “fase storica caratterizzata da una forte animosità nei confronti del ceto politico e dai timori per le possibili controindicazioni legate all’elemento fortemente innovativo, per il sistema, rappresentato dall’elezione diretta”.

Negli anni il vincolo è stato progressivamente rivisto, per cui al momento “per i comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti non esiste più alcun limite di mandato per i sindaci; per i comuni con popolazione da 5.001 fino a 15.000 abitanti esiste un limite di tre mandati consecutivi; per i comuni con oltre 15.000 abitanti il limite rimane quello dei due mandati consecutivi. Pertanto, la situazione attuale vede una disparità di trattamento nei confronti dei sindaci di 730 Comuni su un totali di 7896 Comuni italiani”, si sottolinea.

Un “assetto differenziato di regole in materia di accesso alla carica di sindaco può rappresentare una violazione di alcune fondamentali previsioni costituzionali” e “contraddistinto da una intrinseca irrazionalità, che non appare ragionevolmente giustificabile alla luce di esigenze oggettive e di sistema”.

“Oltre alle questioni di diritto – si legge ancora nel documento – esistono però anche motivazioni politiche per l’abolizione del limite dei mandati ai sindaci e agli amministratori”. Innanzitutto la “continuità amministrativa” e poi “l’esperienza e competenza” di un”sindaco che ha già servito due mandati”. E ancora una “risposta alle esigenze locali” laddove “mantenere un sindaco ben consolidato potrebbe essere la risposta migliore per rispondere efficacemente alle esigenze specifiche della comunità locale”.

Inoltre una “leadership stabile” che aiuta anche a “garantire una certa stabilità politica e istituzionale”. Anche per quello che riguarda “le riforme istituzionali” che hanno bisogno di tempi adeguati “volte a migliorare il funzionamento delle istituzioni locali e promuovere una migliore governance”. E, si sottolinea, “gli stessi motivi per l’abolizione del limite dei mandati dei sindaci, possono essere riproposti per l’abolizione del limite di mandati degli amministratori”. Per questi motivi, si conclude, “si chiede l’eliminazione del vincolo dei mandati per l’elezione degli amministratori e di dare mandato ai parlamentari del Pd di perorare l’indirizzo del presente ordine del giorno in sede di Commissione parlamentare e di Aula”. 

A proposito del braccio di ferro tra Fdi e Lega, ieri il segretario della Lega ha detto che “Se ne sta occupando il Parlamento e deciderà il Parlamento. Io faccio il ministro delle opere pubbliche e cerco di creare lavoro”. Un tentativo di smorzare i toni. Poi però ha aggiunto: “Personalmente penso che porre un limite ai mandati per i sindaci, negli enti locali e per i governatori sia un errore – ha ribadito -. Non c’è un limite ai mandati per i ministri, per il presidente della Repubblica, per il Governo, per i senatori. Perché mettere un limite, se uno fa il bravo sindaco o il bravo governatore? Ma non è questo che farà litigare il centrodestra”. 

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