
Terna accelera sull’entrata in esercizio di nuove opere elettriche al servizio della transizione energetica: entro fine anno, il gruppo guidato da Giuseppina Di Foggia è, infatti, pronto ad “accendere” circa 800 milioni di infrastrutture di sviluppo (+60% sull’anno prima). Un dato che supera i 2 miliardi se si considera il bilancio degli interventi consegnati alla piena operatività dal 2023 e cruciali per rafforzare la sicurezza e la resilienza della rete di trasmissione nazionale, snodo strategico per il percorso che l’Italia ha avviato per puntellare il suo mix energetico. Lo sprint sul fronte dell’avvio definitivo delle opere è stato affiancato anche da un cambio di passo sul fronte autorizzativo: in tutto l’anno, dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e dagli assessorati regionali competenti è arrivato il via libera a 36 nuovi interventi del gruppo distribuiti lungo l’intera penisola (contro i 25 del 2024), per un miliardo di euro di investimenti messi a terra nel complesso.
La ceo Di Foggia: dal 2023 entrati in esercizio oltre 2 miliardi di investimenti
«Le opere di Terna entrate in esercizio dal 2023 ad oggi, per oltre due miliardi di euro di investimenti, rendono la trasmissione dell’energia più sicura e la rete più flessibile», spiega l’amministratrice delegata del gruppo, Giuseppina Di Foggia, che pone l’accento su alcuni tasselli “clou”, dal collegamento sottomarino con l’Isola d’Elba al potenziamento della rete elettrica siciliana fino alle nuove interconnessioni con l’Austria e la Francia. «Sono infrastrutture sostenibili che rafforzano la rete e permettono di integrare nuova energia rinnovabile», precisa ancora la top manager che traccia un bilancio del triennio anche sul fronte autorizzativo. «Nello stesso periodo – aggiunge la ceo che guida Terna dal maggio del 2023 -, sono stati autorizzati oltre 80 progetti, per un valore record superiore ai sei miliardi di euro. Le principali opere sono già in fase di realizzazione: grandi infrastrutture che uniscono il Paese ed incrementano l’efficienza della rete, rendendola in grado di gestire meglio i picchi di domanda e di trasportare energia dai punti di generazione alle aree con maggiore consumo».
Tra le opere anche gli elettrodotti interrati per Milano-Cortina 2026
Insomma, il gruppo porta a casa un risultato che, per dirla con le parole della sua numero uno, «è la conferma della nostra capacità di esecuzione». Certificata anche dai numeri delle opere realizzate: nel corso dell’anno, infatti, sono stati ultimati oltre 300 chilometri di collegamenti elettrici, progettati con lo sguardo puntato sulla scelta di soluzioni a ridotto impatto ambientale. Tra gli interventi principali, figurano quelle per i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, con oltre 130 chilometri di elettrodotti interrati e, quindi, completamente “invisibili” tra Lombardia, Trentino-Alto Adige e Veneto per garantire una magliatura più robusta e affidabile della rete e completati dal gruppo nelle scorse. In Sicilia, inoltre, è stata completata la direttrice a 380 kilovolt Paternò-Pantano-Priolo: una infrastruttura chiave per il sistema elettrico regionale poiché potenzia la rete in modo da incrementare la continuità e l’affidabilità della fornitura di energia elettrica nell’area orientale della Sicilia, tra le province di Catania e Siracusa.
Le interconnessioni con l’estero avviate dal 2023
A questi, come ricorda anche la ceo Di Foggia, si aggiungono, se si torna indietro fino al 2023, anche altri progetti strategici come l’interconnessione in cavo interrato tra Italia e Francia – 190 chilometri, di cui 90 chilometri in Italia, tra le stazioni elettriche di Piossasco, in provincia di Torino, e di Grand-Île, sull’altro versante, che attraversano le Alpi mediante il tunnel del Frejus – e quella tra Italia e Austria (28 chilometri, in cavo completamente interrato, che si snodano tra la Val Venosta e Nauders): due collegamenti finalizzati a incrementare la capacità di scambio e a rafforzare la stabilità del sistema energetico nelle regioni alpine.
Il fronte autorizzativo
Quanto al fronte autorizzativo, nel complesso di opere citate anche dalla Di Foggia, ci sono tutta una serie di tasselli, tra i quali i più importanti sono collegamenti sottomarini, come il ramo ovest del Tyrrhenian Link, il doppio cavo che collegherà la Sicilia alla Sardegna e alla penisola italiana o l’Adriatic Link che “unirà” dal punto di vista elettrico Marche e Abruzzo.