Storie Web mercoledì, Febbraio 18
Tensione sul referendum, l’opposizione attacca Nordio: «Decreti attuativi già scritti»

Mentre la premier Giorgia Meloni è tornata ad attaccare «una parte politicizzata» dei magistrati, che continua a «ostacolare ogni azione volta a contrastare l’immigrazione illegale di massa», aumenta la polemica sul referendum sulla Giustizia del prossimo marzo.

Nordio e i decreti attuativi

Il nuovo fronte riguarda il guardasigilli Carlo Nordio, perché gli uffici del ministero della Giustizia avrebbero già messo mano ai decreti attuativi, che definiscono il modo in cui le misure vengono messe concretamente in pratica, malgrado la riforma sia ancora nel limbo. «Non c’è nulla di pronto e definitivo – ha precisato Nordio, commentando la notizia pubblicata da Il Domani – si sta lavorando a delle bozze preparatorie per non arrivare impreparati, laddove passasse il Sì».

Protesta dell’opposizione

La mossa di Nordio ha sollevato le polemiche delle opposizioni, secondo cui il ministro «è una guerra bella e buona ai magistrati – ha detto il capogruppo di Avs al Senato, Peppe De Cristofaro – e in guerra vale tutto, anche scrivere in anticipo le leggi attuative». E il M5s: «Siamo abituati all’arroganza del governo Meloni. Tutto lascia pensare che i decreti attuativi della riforma costituzionale siano già scritti, evidentemente il governo pensava di aver vinto il referendum ma la realtà sta dicendo tutt’altro».

Il confronto con i magistrati per i decreti attuativi

La tempistica dei decreti attuativi non è usuale. Anche perché, vista la delicatezza della materia, dal governo erano giunte rassicurazioni sul fatto che i decreti attuativi sarebbero stati scritti dopo un confronto con i magistrati, in gran parte contrari alla riforma. Lo stesso sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano – è stato fatto notare in ambienti di governo – solo un paio di settimane fa, parlando all’apertura dell’anno giudiziario di Napoli, ha ribadito «la disponibilità al confronto sulle norme attuative», ricordando come fosse stata «anticipata da un anno all’Anm» e assicurando che «il governo non ha la pretesa di proporre norme attuative al Parlamento senza un confronto tecnico e di merito con magistratura e avvocatura».

Nordio: «Dialogo aperto»

Un’apertura ribadita nelle ultime ore da Nordio: «Su queste bozze è apertissimo e auspicabile il dialogo – ha precisato – per trovare la maggior convergenza possibile tra magistratura, avvocatura e mondo accademico».

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