Storie Web martedì, Febbraio 27
Notiziario

L’Ocse nel suo Studio economico sull’Italia ha inserito alcune raccomandazioni. Tra queste, c’è quella di tassare di meno lavoro e di più i patrimoni immobiliari e le successioni. Ma si parla anche di ridurre le pensioni per le famiglie ad alto reddito e allargare le misure contro la povertà come l’Assegno di inclusione.

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L’Italia dovrebbe aumentare le tasse sulle successioni e le case, riducendo quelle sul lavoro. Dovrebbe ridurre il tetto massimo al denaro contante, limitare la flat tax, e infine ridurre le pensioni più alte e ampliare l’accesso all’Assegno di inclusione contro la povertà. Queste sono le principali raccomandazioni che l’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha fatto al governo Meloni nel suo Studio economico sull’Italia, pubblicato oggi. Anche se nel rapporto ci sono delle osservazioni positive – ad esempio sulla riforma fiscale che potrebbe portare dei vantaggi, o sulla gestione del Pnrr fino a questo momento – molte delle raccomandazioni vanno in una direzione contraria rispetto a quella che il governo vuole seguire.

Sì alla patrimoniale e alla tassa di successione, no alla flat tax per tutti

Per quanto riguarda le tasse, la riforma fiscale varata dal governo Meloni ha dei meriti, ma “occorre proseguire con gli sforzi volti a contrastare l’evasione fiscale”, anche fermando “l’aumento del massimale sulle transazioni in contanti”, che è passato a 5mila euro per decisione dell’esecutivo di Giorgia Meloni. In più, bisognerebbe limitare “la proliferazione di regimi speciali di imposte forfettarie”, ovvero smetterla di allargare la flat tax.

Una soluzione, poi, servirebbe a rendere il sistema fiscale “più favorevole alla crescita” e allo stesso tempo aumentare le entrate: “Lo spostamento dell’imposizione dal lavoro alle successioni e ai beni immobili”. Cioè, ridurre le tasse sul lavoro e al loro posto aumentare l’imposta di successione e anche le tasse sulle case e i grandi patrimoni immobiliari. Due proposte che il governo Meloni e i partiti del centrodestra hanno più volte rifiutato a priori.

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Pensioni meno “generose” per i redditi alti e addio anticipi

Un altro intervento importante servirebbe sulle pensioni, stando alle raccomandazioni dell’Ocse. Infatti, “riducendo la generosità delle pensioni per le famiglie a reddito più elevato” si potrebbe risparmiare e allo stesso tempo mantenere “adeguati servizi pubblici e protezione sociale”. Nel breve periodo si dovrebbero “eliminare gradualmente i regimi di pensionamento anticipato“, come le varie Quota 103, Quota 102…per poi introdurre una nuova “imposta sulle pensioni elevate”, se queste sono calcolate con il metodo retributivo e non con quello contributivo (cioè risalgono a prima del 1996). Si tratterebbe di una tassa temporanea, da mantenere solo “fino a quando il reddito relativo dei pensionati in Italia non sarà allineato alla media Ocse”.

Potenziare l’Adi per ridurre la povertà

Infine, c’è il tema dell’occupazione e del mondo del lavoro. Il tasso di disoccupazione per il 2023 dovrebbe essere attorno al 7,6% e quest’anno dovrebbe risalire leggermente al 7,8%, per poi tornare al 7,6% nel 2025. In ogni caso, i ” tassi di occupazione sono bassi” e “la povertà è superiore” rispetto alla media Ocse. Soprattutto, “la partecipazione dei giovani e delle donne al mercato del lavoro è tra le più basse della zona dell’Ocse”.

Per quanto riguarda l’occupazione e la povertà, un intervento sarebbe quello di espandere l’Assegno di inclusione, che il governo Meloni ha lanciato quest’anno per sostituire in parte il Reddito di cittadinanza. L’organizzazione, infatti, ha sottolineato che per ridurre la povertà bisognerebbe “rendere più graduale la revoca dell’assegno Adi e del sussidio Sfl in caso di assunzione”, oltre ad “ampliare l’accesso al nuovo sussidio di assistenza sociale, includendo anche le persone con prospettive molto deboli sul mercato del lavoro”.

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