
La sede dalla Banca Centrale norvegese è un moderno ma austero palazzo che occupa un intero isolato: curiosamente, l’ingresso è una piccola porticina blindata in ottone che non rende giustizia alla eleganza scandinava degli interni, da Anni ’70. Qui dentro, forse più che a Palazzo Chigi, si gioca una grossa fetta della stabilità finanziaria dell’Italia sui mercati internazionali: con una esposizione di circa 22 miliardi di Dollari, Norges Bank è il più grande investitore europeo sul paese, spaziando dai Btp, comprati in gran quantità, alle più grandi aziende italiane quotate: Unicredit, Intesa, Eni, Enel, Poste, Essilux.
Questo edificio custodisce 2mila miliardi di Dollari di partecipazioni: sono le masse del fondo d’investimento che conta 7mila partecipazioni in aziende di 60 paesi del mondo. Spiccano, nell’immenso portafoglio, quote sopra l’1% di Nvidia, Apple e Microsoft, ossia i grandi colossi tecnologici e le prime tre società al mondo per capitalizzazione di Borsa.
Dall’ufficio all’ultimo piano, le finestre del sottotetto si aprono su Oslo e svetta la guglia della torre campanaria della cattedrale. Il termometro della capitale della Norvegia segna, in una mattina d’inverno, 11 gradi sotto zero: nazione più giovane dell’Italia, nata all’inizio del ’900 dopo un secolo di dominazione svedese, e con appena 5 milioni di abitanti, la Norvegia è entrata nell’Olimpo dei paesi benestanti in pochi decenni, dal 1969, anno della scoperta del bacino petrolifero di Ekofisk, sul Mare del Nord. Il petrolio ha permesso di accumulare quei miliardi che Norges investe.
L’uomo che amministra per conto dello Stato norvegese il più grande fondo sovrano dell’Occidente si chiama Nicolai Tangen e ha una passione per l’Italia, dove ama andare in barca a vela a Stromboli e bere vini bianchi del sud. Un legame millenario unisce i due paesi: la prima citazione in assoluto della storia del paese che sarebbe diventato 20 secoli dopo la Norvegia appartiene allo storico latino Tacito che, sotto l’imperatore Nerone, per primo parlo’ della tribù dei Sami, che tuttora vive verso il circolo polare artico.
Durante i secoli davvero bui dell’Alto Medioevo, i vichinghi divennero la potenza egemone in Europa, terrorizzando chiunque quando salpavano sulle loro Drakkar, le lunghe e sottili navi: i Normanni, italianizzazione di norsemen, gli uomini del nord, discendenti dei primi norvegesi, arrivarono fino in Sicilia dando vita a una fiorente cultura. La banca medesima si trova nel centro, quando si chiamava ancora Cristiania in onore del re danese Cristiano IV, sui principi urbanistici del Rinascimento. Più di recente, l’italiano Renzo Piano ha firmato l’edificio più all’avanguardia di Oslo, l’Astrup Fearnely Museum, che occupa un’isoletta pedonale del porto.