Storie Web lunedì, Febbraio 16
Tajani in Parlamento sul Board for Gaza, le riflessioni di Meloni su Washington

Sarà Antonio Tajani a illustrare al Parlamento perché e con quale prospettiva l’Italia parteciperà alla prima riunione del Board of Peace per Gaza in veste di osservatore.

L’intervento del ministro degli Esteri

Le comunicazioni del ministro degli Esteri sono state fissate per martedì 17 febbraio (alla Camera alle 13.30, in definizione l’orario in Senato) ma non è ancora chiaro chi poi volerà negli Usa giovedì: la soluzione più probabile appare Tajani, ma non è esclusa l’ipotesi che Giorgia Meloni decida di rispondere in prima persona all’invito di Donald Trump.

La vicenda

Una scelta che comunque le opposizioni stanno contestando duramente. Poco meno di un mese fa, davanti al bivio della firma per aderire all’organismo creato da Trump, c’è stato anche un confronto tra Meloni e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “massima consonanza” e niente adesione, per l’incompatibilità tra lo statuto del Board e l’articolo 11 della Costituzione. Secondo la premier, però, auto-escludersi da questa iniziativa non è intelligente, e così l’Italia ha accettato l’invito alla prima riunione con lo status di osservatore. La situazione è fluida.

Confronto con i partner Ue

Ai vertici dell’esecutivo sono ore di delicate valutazioni e confronti anche con i partner europei, si studiano le adesioni e l’agenda dell’appuntamento di Washington. Ancora una volta serve un accorto esercizio di equilibrismo: vanno evitate fughe in avanti rispetto agli alleati Ue freddi sul Board, ma anche mosse che possano indispettire la Casa Bianca. Il ruolo di osservatore suggerisce di schierare il ministro degli Esteri, sulla carta sarebbe sovradimensionata la partecipazione del capo di governo.

Faccia a faccia con Trump

Ma nei contatti Roma-Washington nelle prossime ore lo scenario potrebbe cambiare. Se si aprisse la possibilità di un faccia a faccia con il presidente degli Stati Uniti la missione avrebbe un altro peso. L’ultimo confronto con Trump reso pubblico da Meloni risale a circa tre settimane fa, quando la premier ha chiarito al presidente americano gli “oggettivi problemi costituzionali” dell’Italia ad aderire al Board, chiedendogli di “riaprire la sua configurazione”.

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