
In campo agenti specializzati
Secondo le stime, entro il 2028 oltre il 40% delle grandi imprese adotterà architetture di hybrid computing nei processi critici, con applicazioni che vanno dalla simulazione dei mercati finanziari alla gestione delle reti energetiche. Un ruolo chiave, evidenziato anche da Capgemini, sarà giocato dai sistemi multi-agente, insiemi di agenti AI specializzati che collaborano fra loro per automatizzare e orchestrare processi “end to end” complessi e creare nuove modalità di collaborazione tra umani e modelli algoritmici.
In questo scenario crescerà in modo sostanziale l’importanza dei cosiddetti Domain-Specific Language Models (Dslm), addestrati su dati e contesti specifici di settore o di funzione per garantire maggiore accuratezza, minori costi e migliore compliance rispetto ai modelli generalisti. Gartner prevede che entro il 2028 oltre la metà degli strumenti di Gen AI utilizzati nelle imprese sarà di questo tipo per rispondere alle sempre più sentite esigenze in fatto di affidabilità dei risultati prodotti dalle macchine.
Cybersecurity anticipatoria
Prioritario, ancora una volta, il tema della sicurezza. Le “AI security platform” diventeranno essenziali per proteggere applicazioni e agenti intelligenti da rischi specifici come il “data leakage” o comportamenti non controllati, mentre la cybersecurity evolverà allo status “preemptive”, anticipando e neutralizzando le minacce prima che queste si manifestino grazie a soluzioni AI-driven. Entro i prossimo quattro anni, queste soluzioni rappresenteranno circa la metà della spesa globale in security mentre di pari passo assumerà un peso crescente la “digital provenance”, ovvero sia la capacità di verificare origine e integrità di software, dati e contenuti.
Tra i trend più concreti figura anche la Physical AI, paradigma già noto che porta l’intelligenza artificiale nel mondo fisico (ambienti industriali, energetici e di logistica) attraverso robot, droni e macchine “pensanti” capaci di percepire, decidere e agire: per gestirla serviranno nuove competenze che integrino IT, ingegneria e operations.
C’è infine un ultimo filone da considerare, che si specchia nella geopolitica: il “confidential computing” per proteggere i dati anche durante la loro elaborazione e la “geopatriation” per spostare dati e applicazioni verso soluzioni locali o sovrane saranno parte integrante delle strategie di oltre il 75% delle imprese Emea entro il 2030.