
Ci sono dentro i professionisti – alcuni dei quali dal prossimo 24 febbraio calcheranno il palco del Festival di Sanremo – e i ragazzi che frequentano le scuole, i collezionisti che sono big spender per definizione e la vastissima platea degli appassionati, i «dopolavoristi» della musica.
Il giro d’affari degli strumenti musicali qui in Italia nel 2025 rimbalza e si attesta sui 350 milioni di ricavi diretti. Che, se sommiamo anche le vendite online realizzate dalle grandi piattaforme estere di e-commerce (specializzate e non), si allargano a quota 420 milioni. Queste le prime stime sull’annualità appena conclusasi formulate da Dismamusica, l’associazione di categoria di distributori e artigiani di settore aderente a Confcommercio.
Per i dati ufficiali occorrerà attendere ancora diversi mesi, dal momento che le aziende sono alle prese con la chiusura dei bilanci, ma «il sentiment degli operatori fa riferimento a un incremento del giro d’affari dell’1,5% sulla performance del 2024», dichiara Raffaele Volpe, presidente di Dismamusica e managing director di Yamaha Music per l’Italia. «Il momento che attraversiamo è sicuramente complesso, ma colpisce il grande dinamismo che in questi anni, tra eventi avversi non di poco conto come la pandemia e il balzo del costo delle materie prime, le aziende hanno saputo dimostrare».
Se consideriamo il sellout, infatti, nel 2024 il settore ha mosso 342,5 milioni di giro d’affari, una performance in calo del 2,2% sull’anno precedente, come riporta lo studio effettuato da Format Research per Dismamusica. Un calo che arrivava a seguito dei due anni consecutivi di crescita (+3% tra 2021 e 2022 e +8% tra 2022 e 2023) del dopo Covid, non determinati tanto da un aumento delle vendite, quanto piuttosto dalla dinamica ascendente dei prezzi legata alle materie prime.
D’altra parte è implacabile il trend storico sui negozi al dettaglio che erano 1.059 nel 2015 e sono 798 a fine 2024, per un calo del 24,6 per cento. «L’impatto dell’e-commerce», continua Volpe, «è stato importantissimo: la concorrenza di prezzo ha rivoluzionato le abitudini di chi compra strumenti e, di conseguenza, anche le strategie di mercato». E, quando si parla di e-commerce nel settore, il riferimento è soprattutto a Thomann e Amazon, le cui vendite verticalizzate sull’Italia non sono visibili, ma si stima che insieme qui da noi muovano qualcosa come 70 milioni. Tenendo dentro il commercio attraverso i canali tradizionali e le vendite online, la stima del valore di mercato proveniente dall’acquisto di strumenti musicali, impianti audio e prodotti deejay secondo Dismamusica nel 2024 arriva ad attestarsi sui 417 milioni, con un calo sull’anno precedente ancora più consistente (-4,7%).