Storie Web mercoledì, Febbraio 28
Notiziario

Il muratore 54enne Giovanni Barreca ha confessato di aver ucciso la moglie e due figli di 16 e 5 anni nella loro casa di Altavilla Milicia (Palermo). Ora è in carcere con altre due persone che potrebbero essere coinvolte nel delitto. I corpi sono stati trovati domenica 11 febbraio, ma pare che gli omicidi siano avvenuti prima. Risparmiata la figlia 17enne. S’indaga sul movente e sulla dinamica dei fatti.

Entra nel nuovo canale WhatsApp di Fanpage.it

Sono stati fermati e ora si trovano nel carcere di Pagliarelli con l’accusa di triplice omicidio Giovanni Barreca, il muratore di 54 anni che avrebbe ucciso la moglie Antonella Salamone e due figli di 16 e 5 anni nella loro abitazione di Altavilla Milicia, in provincia di Palermo, e la coppia di coniugi che avrebbero aiutato l’uomo a sterminarli.

La telefonata ai carabinieri e il ritrovamento dei corpi

“Mi chiamo Giovanni Barreca. Ho ucciso tutta la mia famiglia, venite a prendermi, vi aspetto a Casteldaccia”. Con queste parole si sarebbe costituito l’uomo, con una telefonata al centralino dell’Arma avvenuta nella notte tra sabato 10 e domenica 11 febbraio. Immediatamente i militari si sono recati sul posto dove hanno trovato e preso in consegna l’omicida, mentre un’altra pattuglia si è recata nell’abitazione dove viveva con la famiglia, a Altavilla Milicia, nel Palermitano, e dove sono stati scoperti i corpi.

Immagine

Qui infatti si trovavano i cadaveri dei due figli della coppia, di 5 e 16 anni. Mentre quello della moglie, Antonella Salamone, 41 anni, carbonizzato, è stato ritrovato ore dopo. Dopo averla uccisa, infatti, l’uomo avrebbe dato fuoco al corpo. La terzogenita 17enne, miracolosamente scampata al massacro, è stata trovata dai militari seduta sul letto in una stanza sotto choc e avrebbe assistito agli altri delitti.

Cosa c’è nel piano Mattei per l’Africa e da dove arriveranno i soldi per finanziarlo

La confessione in caserma: “C’era il demonio in casa”

Condotto in caserma, Barreca avrebbe detto di aver ucciso la sua famiglia perché “c’era il demonio in casa“. Dai primi accertamenti emerge infatti che il 54enne aveva una vera e proprio ossessione per il diavolo.

Secondo gli inquirenti, nei delitti sarebbe coinvolta anche la coppia di palermitani, fermata insieme a Barreca nella serata di domenica e condotta in carcere dopo ore di interrogatorio, che potrebbe aver spinto il muratore a compiere il triplice omicidio.

In base a quanto è stato ricostruito, gli omicidi non sarebbero stati commessi nella notte di sabato ma giorni prima. La madre sarebbe stata la prima a morire, i figli sembra siano invece morti venerdì. Per giorni la 17enne e suo padre sarebbero rimasti nella casa insieme ai cadaveri prima della telefonata ai carabinieri.

Immagine

Da chiarire la dinamica e il movente del triplice omicidio

La dinamica e il movente della strage non sono stati ancora chiariti del tutto, anche se la pista dell’ossessione religiosa sarebbe quella più plausibile. Bisognerà anche capire perché la figlia 17enne sia stata risparmiata. La ragazza all’arrivo dei carabinieri è apparsa poco lucida e si ipotizza che possa essere stata drogata.  La Procura dei minori ha deciso di farla trasferire in una casa famiglia. Nei prossimi giorni verranno effettuate le autopsie sui corpi delle tre vittime per capire come siano state uccise e per confermare o meno l’ipotesi secondo la quale i ragazzini sarebbero stati strangolati con delle catene.

Chi erano Giuseppe Barreca e Antonella Salamone

Immagine

I due coniugi, che si erano sposati nel 2007, avevano vissuto per anni a Novara ed erano tornati in Sicilia solo cinque anni fa. La condizione economica della famiglia non era buona, tanto che il Comune, per aiutarli, aveva trovato alla vittima piccoli lavoretti. La donna era anche seguita dagli assistenti sociali che non avevano mai avuto, però, il sospetto di violenze in famiglia.

L’uomo, invece, di professione fa il muratore e sembra fosse un fanatico religioso. In passato aveva frequentato la chiesa evangelica per prenderne poi le distanze. Sui social condivideva frequentemente immagini sacre, di Gesù e passi biblici, oltre a immagini di vita con moglie e figli. Altrettanto spesso nei post inneggiava a Dio, sottolineava la decadenza dei costumi attuali della società e una presunta via di salvezza nella religione.

Condividere.
© 2024 Mahalsa Italia. Tutti i diritti riservati.