La produzione
Sul fronte industriale il quadro è misto, con segnali timidamente più favorevoli per il comparto delle biciclette tradizionali (1,8 milioni, +6%, con dati positivi per la fascia alta di gamma nelle bici da corsa) mentre nel segmento della pedalata assistita la produzione crolla a 281.000 unità (-17%) e l’export (107mila pezzi) cede oltre venti punti.
«Il 2025 – spiega il presidente di Ancma Mariano Roman – è stato un anno difficile, probabilmente uno dei più complessi degli ultimi tempi per il mercato nazionale della bicicletta. La lettura approfondita dei dati fa risuonare un campanello d’allarme. Il dato delle vendite in particolare va interpretato con attenzione, perché dietro una flessione complessiva relativamente contenuta si nascondono sofferenze importanti, soprattutto nel canale specializzato, che continua a rappresentare il cuore del nostro settore. Allo stesso tempo, i numeri della produzione, dell’export e della bilancia commerciale confermano la qualità, la resilienza e la capacità industriale della filiera italiana, che rimane un’eccellenza nel panorama internazionale. Particolare attenzione merita il segmento dell’e-bike, che sconta non solo il rallentamento della domanda, ma anche le distorsioni generate dalla crescente diffusione di veicoli impropriamente commercializzati come biciclette elettriche. Su questo fenomeno chiediamo chiarezza normativa e di continuare tutte le attività di contrasto, a tutela delle imprese che operano correttamente, della sicurezza dei consumatori e della leale concorrenza». Se in termini produttivi raggiungere i fasti del passato è impensabile (5,8 milioni di bici prodotte nel 1994), anche il gap rispetto ai record recenti del 2021 (2022 per le e-bike) è evidente, con una distanza di oltre un milione di unità per le bici tradizionali, di 100mila per quelle elettriche. Il quadro delle singole aziende è misto, con risultati diversi anche in relazione al canale di vendita. «Nella grande distribuzione i volumi tengono – spiega Giuseppe Beraudo, fondatore di Denver e noi nel 2025 cresciamo. Anche se ora ricavi e volumi sono dimezzati rispetto ai nostri massimi». «La Gdo sta andando bene – aggiunge l’ad di Masciaghi Paolo Baretta – e così siamo riusciti a recuperare il crollo del 2024, quando abbiamo perso il 40% dei volumi. Nel retail specializzato, però, la situazione è opposta e il canale soffre»
«Con la diffusione del canale online e spedizioni singole – aggiunge Panzeri di Atala – le possibilità di controllo doganale si riducono, con il risultato di vedere sul mercato un numero crescente di prodotti fuori dalle regole». «Da parte delle aziende c’è una corsa continua allo sconto per cercare di ottenere liquidità – spiega ancora Turato di Bottecchia – e in queste condizioni prezzi e margini non si riprendono».