C’è poi un problema per quanto riguarda il “public procurement”. «La spesa pubblica italiana rappresenta la metà del Pil, ma le startup sono tendenzialmente escluse dagli appalti pubblici», spiega Ciron. Alcuni provvedimenti recenti mirano a intervenire proprio su questo. Nel settore dell’aerospace, ad esempio, il Ddl spazio prevede che il 10% dei subappalti sia riservato a startup innovative. Un modello che, secondo il Director di InnovUp, «andrebbe esteso anche a tutti gli altri settori strategici».

Il contesto globale

In cima alla classifica mondiale si trovano gli Stati Uniti, che combinano le dimensioni del mercato con una solida cultura imprenditoriale e un sistema favorevole alle imprese. Nella top 3 globale seguono a breve distanza Singapore e Regno Unito. A livello europeo, invece, la Svizzera è la prima dopo gli inglesi, e nella top 10 si trovano anche Paesi Bassi, Estonia, Irlanda e Bulgaria.

Per migliorare il posizionamento dell’Italia, Ciron suggerisce di prendere spunto dai punti di forza di alcuni competitor più avanti di noi: «Guardiamo con interesse la Francia, che ha una visione strategica e investe molto su campioni dell’innovazione come Newcleo o Mistral. Poi c’è il Regno Unito, dove è molto facile aprire un’attività e la finanza si rivolge alle startup. Infine c’è l’esempio di Paesi come Lituania, Estonia e Lettonia, che anche se piccoli hanno capito prima quanto fosse importante l’innovazione, ci hanno investito molto e oggi sono punti di riferimento».

Come migliorare

Ma quali sono le strategie più importanti per rafforzare la competitività del nostro ecosistema dell’innovazione? Secondo il Director di InnovUp, ci sono due strade da seguire: in primo luogo incentivare le aziende più grandi a investire e collaborare con le startup. L’altro punto cruciale è mobilitare il risparmio privato italiano, ancora poco sfruttato da questo punto di vista, verso l’economia reale e le nuove imprese.

«Oggi il cosiddetto “Scaleup Act” rende più conveniente investire in una startup rispetto a ristrutturare casa – conclude Ciron – quindi, al di là dei problemi che rimangono, è un momento favorevole per investire in innovazione».

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