Storie Web lunedì, Gennaio 19
Spesa sanitaria mangiata dall’inflazione e per il 22% a carico delle famiglie: la sfida sostenibilità richiede sprint su Pnrr, più servizi ed efficienza

Il 22% a carico delle famiglie

Spesa privata e divari territoriali indeboliscono l’equità di accesso e l’universalità del servizio. Nel 2024 la spesa sanitaria complessiva è stata di 185 miliardi, di cui il 74% a carico di Pubblica amministrazione e assicurazioni obbligatorie, il 22% a carico delle famiglie e il 3% a carico dei regimi volontari, “con una crescita della quota riferita alla componente privata che colloca quest’ultima tra le più elevate nel raffronto con la media europea”.

Secondo la Relazione “persistono significative diseguaglianze nell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e un evidente disallineamento Nord-Sud. Le Regioni in piano di rientro (Calabria, Molise, Sicilia, Campania, Lazio, Abruzzo, Puglia) continuano a mostrare difficoltà strutturali nonostante alcuni miglioramenti nei conti. L’aumento della mobilità sanitaria interregionale segna, inoltre, divari nell’attrattività e nella capacità di erogazione dei servizi.

Sanità pilastro sotto pressione

Secondo le stime del Mef – rileva ancora la Corte – la spesa sanitaria crescerà fino a 155,6 miliardi di euro nel 2028 con tasso medio di incremento del 3,7% annuo. L’incidenza sul Pil resterà stabile (6,3%-6,4%), ma la sostenibilità dipende dal contenimento della spesa previdenziale che assorbe il 68% della spesa per welfare e dall’evoluzione demografica. La spesa per protezione sociale (606,7 mld, 27,6% del Pil) mostra una ricomposizione qualitativa: calano gli interventi emergenziali e aumentano i fondi strutturali (salute mentale, disabilità, giovani). In sintesi, il welfare italiano “entra in una fase di riassestamento, con la sanità ancora pilastro centrale ma sotto pressione”. Da qui le sfide principali dell’efficienza allocativa e della qualità della spesa.

Pnrr in ritardo

Sul fronte degli investimenti Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) della Missione 6 Salute, in cui sono previsti 15,6 miliardi per rafforzare prossimità, digitalizzazione e infrastrutture sanitarie, a fine 2024 risultava completato il 41% degli obiettivi, con il restante 59% da concludersi nel biennio 2025-2026. La rete di prossimità (con 1.038 Case di comunità e 307 Ospedali di Comunità in programma) rappresenta l’asse strategico per il nuovo Servizio sanitario nazionale ma il monitoraggio ha evidenziato ritardi nell’avvio dei lavori e difficoltà di reclutamento del personale, con carenze di profili sanitari e tecnici capaci di limitare la piena operatività delle nuove strutture.
Se i progetti attivati indicano “buone pratiche di integrazione sociosanitaria”, la piena operatività della rete di prossimità “dipenderà da tempi di attuazione e copertura di personale sanitario e para sanitario”.

Farmaci: spesa extra tetto

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