
La sovranità nell’intelligenza artificiale sta iniziando a uscire dal perimetro della conformità normativa per diventare una leva strategica di competitività. È un assunto importante quello che emerge dallo studio “Sovereign AI: Own your AI future” a firma di Accenture, che fotografa un’Europa consapevole della dipendenza tecnologica da Stati Uniti e Cina, dove nascono la quasi totalità dei modelli di AI avanzata (poco meno del 70% negli Usa e circa il 25% in Oriente).
Il 71% delle imprese italiane aumenta gli investimenti
Una concentrazione, osservano gli esperti, che solleva interrogativi su sicurezza e capacità di generare valore economico nel lungo periodo e alla quale l’Italia “risponde” collocandosi tra i Paesi europei più dinamici. Il 71% delle imprese nazionali, infatti, prevede di aumentare gli investimenti in soluzioni di AI sovrana nei prossimi due anni, precedendo in questa classifica Svizzera e Spagna (al 64% e al 63% rispettivamente) e tallonando la Germania (73%). C’è però un paradosso che aleggia sull’Europa: da un lato si sente la necessità di accelerare sull’AI per sostenere crescita e innovazione, dall’altro cresce la percezione del rischio legato all’adozione di tecnologie sviluppate extra confini. E se l’approccio sovrano costituisce la via per proteggere asset critici, è anche vero che – come si legge nel report – solo un terzo dei carichi di lavoro dell’intelligenza artificiale richiede effettivamente un livello elevato di sovranità e che il 65% delle imprese riconosce di non poter restare competitiva senza collaborare con provider tecnologici e utilizzare infrastrutture cloud non europei.
Alla ricerca di soluzioni sovrane
Per contro, è assai indicativo un altro dato, che vede il 62% delle organizzazioni continentali essere in cerca di soluzioni AI sovrane, soprattutto in settori regolati come finanza, pubblica amministrazione ed energia.
La partita è dunque ancora tutta da giocare – anche perché il 48% delle imprese si muove oggi con finalità difensive e solo il 19% considera l’AI sovrana un vero vantaggio – e la principale sfida a cui sono chiamate le aziende è quella di integrarla nelle proprie strategie per favorire lo sviluppo di modelli più aderenti ai contesti locali.
Capo (Accenture): «Governare dati, modelli, infrastrutture»
«Non basta ospitare i dati in Europa – ha spiegato in proposito Mauro Capo, Responsabile della divisione Cloud First di Accenture di Italia e Grecia – ma serve governare con un giusto livello di controllo dati, modelli e infrastrutture lungo tutta la catena”. Ed è proprio questo, secondo il manager, il passaggio decisivo verso una sovranità verificabile, dove trasparenza, audit e responsabilità diventano elementi abilitanti di velocità. “Il vero obiettivo – conclude Capo – è costruire un’AI europea interoperabile e in grado di estrarre valore dai dati generati dalle filiere produttive, mantenendo i vantaggi di scala e la capacità di innovazione offerti dai provider globali. La sovranità digitale è la condizione necessaria per innovare e competere”. E governi e istituzioni, questa la convinzione di tre quarti delle imprese europee, devono avere un ruolo attivo in tal senso, attraverso norme, incentivi e investimenti.