Storie Web venerdì, Gennaio 2
Sovraffollamento, suicidi e autolesionismo, le spine delle carceri per il 2026

180 detenuti in più al mese

Per i volontari l’aumento del numero dei detenuti «180 persone in più ogni mese», «non può essere spiegato con un aumento della criminalità». «Nel primo semestre del 2025 i reati denunciati – argomenta – sono stati 1.140.825, contro i 1.199.072 dello stesso periodo dell’anno precedente, con una diminuzione del 4,8%». Secondo i volontari di Antigone «a crescere non è dunque la criminalità, ma l’uso della detenzione come risposta quasi esclusiva ai conflitti sociali, alle fragilità e alle marginalità.

Nel frattempo la capienza del sistema penitenziario è ulteriormente diminuita». Il bilancio sottolinea che il «sovraffollamento strutturale ha ormai raggiunto livelli intollerabili: mancano all’appello quasi 18.000 posti rispetto alle presenze effettive, con un tasso nazionale di affollamento pari al 138,5%».

Sovraffollamento sino al 247%

Quindi i casi: «A Lucca il tasso di affollamento è del 247%, a Vigevano del 243%, a Milano San Vittore del 231%, a Brescia Canton Monbello del 216%, a Foggia del 215%, a Lodi del 211%, a Udine del 209%, a Trieste del 201%». Ancora più preoccupante è la situazione negli istituti penali per minorenni dove si registra un «aumento dei detenuti».

I volontari, che seguono le vicende delle carceri dal 1998, indicano poi una serie di altri elementi critici: «Nel 10% degli istituti visitati il riscaldamento non era sempre funzionante, mentre nel 45,1% si riscontravano problemi con l’acqua calda – sottolinea il bilancio -. Oltre la metà delle carceri (56,3%) presenta ancora celle prive di doccia, nonostante il regolamento penitenziario del 2000 ne preveda l’obbligatorietà. Le carenze strutturali riguardano anche gli spazi di vita e trattamento: nell’8,5% degli istituti non esistono spazi per la socialità, nell’8,6% mancano ambienti dedicati esclusivamente alla scuola e alla formazione, e nel 31% non ci sono locali per attività lavorative come falegnamerie o laboratori».

L’autolesionismo

Nel 23% delle carceri visitate non sono presenti aree verdi per i colloqui all’aperto con i familiari. «Restano altissimi anche gli eventi critici -prosegue il rapporto -: negli istituti visitati si registrano in media 16,7 atti di autolesionismo ogni 100 detenuti, 2,6 tentati suicidi e 16,4 isolamenti disciplinari ogni 100 persone detenute». Senza dimenticare poi la questione sofferenza psichica. «Dalle oltre 100 visite effettuate quest’anno da Antigone è emerso come l’8,9% delle persone detenute presentava una diagnosi psichiatrica grave al momento delle visite – prosegue ancora -. A fronte di ciò, il 20% assumeva regolarmente stabilizzanti dell’umore, antipsicotici o antidepressivi, mentre il 44,4% faceva uso di sedativi o ipnotici. Gli psicofarmaci continuano a rappresentare uno degli strumenti principali di gestione dell’ordine interno e del disagio sociale, spesso in assenza di reali necessità e percorsi terapeutici e di supporto».

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