
Contaminati e non contaminati
Quanto allo stato della contaminazione, «è noto per il 97% dei siti con procedimento in corso (15.898 procedimenti su 16.365 totali) e per il 98% di quelli conclusi (21.699 procedimenti su 22.191 totali). A livello nazionale i siti con stato “non contaminato” «rappresentano poco più della metà di tutti i procedimenti censiti, quelli in attesa di accertamenti analitici sono poco più del 14%, quelli potenzialmente contaminati e contaminati sono, rispettivamente, poco più del 16% e circa il 10%». «Vi è, infine, .- prosegue ancora il rapporto -una limitata percentuale di procedimenti, pari al 3% per i quali lo stato della contaminazione risulta incoerente o non noto».
Oltre 5 mila Comuni interessati
C’è poi la questione dei territori. In questo caso lo studio parte da un dato: “«Alla data di riferimento dei dati, il territorio nazionale conta 7.899 Comuni – prosegue -. I Comuni che alla data di riferimento sono interessati da almeno un procedimento di bonifica sono 5.039. Nel complesso, si contano: 3.619 Comuni che hanno sul proprio territorio almeno un procedimento di bonifica in corso; 3.680 Comuni che hanno sul proprio territorio almeno un procedimento di bonifica concluso». Secondo quanto viene sottolineato nello studio «3.619 Comuni, pari a quasi il 46% dei Comuni d’Italia, sono alle prese con almeno un procedimento di bonifica in corso al 01/01/2024»
Distribuzione territoriale
C’è poi l’aspetto legato alla distribuzione dei procedimenti di bonifica nelle Regioni e Province Autonome . «Le percentuali di procedimenti significativamente maggiori della media nazionale (45%) si riscontrano per l’Emilia-Romagna (100%), per la Provincia Autonoma di Bolzano (95%) e per la Liguria (89%)». Non solo: «La Regione Campania, che nella numerosità dei procedimenti censiti in Mosaico spicca con oltre 3.800 procedimenti – prosegue lo studio -, ha un numero percentualmente molto basso di procedimenti di interesse dal punto di vista ambientale (solo il 17% del numero totale dei procedimenti censiti) a causa dell’elevato numero di procedimenti ricadenti nella perimetrazione degli ex SIN che, al momento della deperimetrazione e conseguente passaggio alla competenza regionale, erano costituiti da molte aree per le quali non era stato ancora avviato il procedimento di bonifica».
Quantificazione temporale complessa
Non è possibile stimare la durata dei singoli step dei procedimenti di bonifica. «Una stima sulla durata complessiva dei procedimenti può attualmente essere fatta solo sulla parte di procedimenti conclusi per i quali sono note le date di attivazione e di chiusura del procedimento – sottolinea ancora lo studio -. L’analisi della durata dei procedimenti che non prende in considerazione i procedimenti in corso sottostima la durata dei procedimenti, in quanto i procedimenti conclusi rappresentano, almeno per i procedimenti più vecchi, un caso virtuoso rispetto a quelli risalenti agli stessi anni e tuttora in corso».
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