Storie Web martedì, Marzo 31

L’Italia ha negato agli Stati Uniti l’uso della base di Sigonella. L’episodio, avvenuto qualche giorno fa, è stato riportato dal Corriere della Sera e confermato da fonti informate. Il diniego del ministro della Difesa Guido Crosetto è partito quando si è appreso del piano di volo di alcuni asset aerei Usa, che prevedeva di atterrare a Sigonella per poi partire verso il Medio Oriente. Nessuno però aveva chiesto alcuna autorizzazione né aveva consultato i vertici militari italiani: il piano era stato infatti comunicato mentre gli aerei erano già in volo e dalle verifiche è emerso che non si tratta di voli normali o logistici e quindi non sono compresi nel trattato con il nostro Paese. La richiesta Usa, poi negata dall’Italia, per l’utilizzo della base riguardava in particolare l’atterraggio di bombardieri.

Palazzo Chigi: «Rispettiamo gli accordi, richieste per le basi esaminate caso per caso»

«Ogni richiesta – si legge in una nota pubblicata da Palazzo Chigi dopo che si è diffusa la notizia del no dell’Italia – viene esaminata con attenzione, caso per caso, come sempre avvenuto anche in passato. Non si registrano criticità né frizioni con i partner internazionali. I rapporti con gli Stati Uniti, in particolare, sono solidi e improntati a una piena e leale collaborazione. Il Governo continuerà pertanto ad operare nel solco dei trattati vigenti, nel rispetto della volontà del Governo e del Parlamento, garantendo al contempo affidabilità internazionale e piena tutela dell’interesse nazionale».

La premier Giorgia Meloni interverrà il 10 aprile alla Camera. In quell’occasione fornirà indicazioni su quanto accaduto. L’informativa, che non prevede il voto dell’aula, sarà riproposta anche al Senato.

Nell’ultimo periodo, e in particolare dopo la decisione di Usa e Israele di attaccare l’Iran, lo scalo militare in Sicilia è finito sotto i riflettori. Non è sfuggito infatti, in particolare alle opposizioni (in prima fila Cinque Stelle e Avs), il fatto che si sia intensificato il traffico di droni e aerei americani, ma- è stato più volte ricordato da fonti della Difesa – solo per rifornimento, logistica e sorveglianza aerea.

Gli accordi tra Italia e Usa

Secondo gli accordi tra Usa e Italia, nel caso in cui gli Stati Uniti intendano utilizzare una loro postazione come trampolino di lancio per scopi bellici – come gli attacchi a Teheran – serve l’ok del governo italiano. Nell’ambito dell’attuale crisi, l’Esecutivo ha comunque annunciato che condividerà con il Parlamento eventuali decisioni sulla concessione di basi Usa. I primi patti che ne regolamentano l’utilizzo risalgono al primo dopoguerra: il Nato Sofa del 1951, poi il Bilateral infrastructure agreement del 1954 aggiornato nel 1973 e attualizzato con il Memorandum d’intesa Italia-Usa del 1995.

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