Storie Web mercoledì, Febbraio 28
Notiziario

La scelta cade sui titoli di Stato con un preferenza per gli Usa, ma vengono valutati positivamente anche i bond high yield perché, nonostante il quadro macro incerto, se ben selezionati possono offrire buone opportunità di rendimento. Lo spiega Ariel Bezalel, gestore del fondo Jupiter Dynamic Bond. Jupiter Am è una casa di investimento, quotata dal 2010 al London Stock Exchange.

A fine 2023 c’è stato un rally dei mercati obbligazionari, con il crollo dei rendimenti in molte aree geografiche. Cosa si attende per il 2024?

Nella prima settimana dell’anno abbiamo assistito a un modesto arretramento, che consideriamo normale da un punto di vista tecnico. Riteniamo, tuttavia, che la direzione per il 2024 sia chiara: rendimenti dei titoli di Stato più bassi, ma spread più volatili nel mercato delle obbligazioni societarie. Tale view si basa sulla previsione di una crescita più bassa (sosteniamo la tesi di un hard landing) e, soprattutto, di una minore inflazione.

Quale strategia seguiranno le banche centrali? È così scontato un taglio dei tassi?

Se guardiamo agli Stati Uniti, attualmente il mercato sconta poco meno di sei tagli dei tassi da parte della Fed per il 2024. Cinque tagli dei tassi sono invece scontati per la Bce. Riteniamo che le aspettative di tagli dei tassi siano giustificate dall’attuale contesto macro. Tornando alla previsione di minore crescita e minore inflazione, anche se i dati sull’inflazione su base annua potrebbero sembrare ancora un po’ elevati, dati più vicini al contesto attuale dipingono un quadro diverso. L’inflazione core annualizzata relativa alle spese per consumi personali (Pce, personal consumption expenditures) a tre e sei mesi negli Stati Uniti è in linea con il target. Se si considera dove si trova oggi il tasso effettivo dei Fed Fund, si ottiene un tasso reale storicamente elevato, non giustificato dai fondamentali odierni. Un ragionamento molto simile si applica anche all’Eurozona, con la precisazione di un contesto di crescita molto più debole.

Ma quali sono le differenze tra il mercato obbligazionario europeo e quello americano?

È giusto dire che storicamente la correlazione tra i due mercati è sempre stata significativa e solitamente la Fed tende a guidare le decisioni di politica monetaria. In questo senso, tornando all’iniziale previsione di rendimenti più bassi, possiamo dire che ciò vale per entrambi i mercati dei titoli di Stato. In questo momento noi troviamo più valore nei titoli del Tesoro Usa. Rendimenti più elevati per i titoli del Tesoro implicano un margine potenzialmente maggiore per un aumento dei prezzi se dovesse verificarsi il rallentamento materiale che ci aspettiamo. Siamo invece prudenti sugli spread sovrani nell’Eurozona e al momento non deteniamo investimenti diretti. In futuro gli spread, soprattutto nell’Europa periferica, potrebbero risultare più volatili.

Siete più propensi a investire sui titoli governativi o sui corporate?

Il nostro team gestisce portafogli diversificati a reddito fisso che possono investire sia in obbligazioni governative che societarie in modo imparziale, in questo senso adattiamo la nostra esposizione alle obbligazioni governative e societarie in base al contesto macro. Semplificando, quando siamo ribassisti riguardo al contesto di crescita, aumentiamo la ponderazione dei titoli di Stato rispetto a quelli societari e viceversa. Da diversi trimestri stiamo aumentando significativamente la nostra esposizione ai titoli di Stato, riducendo al contempo l’esposizione alle obbligazioni societarie. Pertanto, in questo momento, possiamo affermare che la nostra allocazione è più orientata verso il debito sovrano poiché riteniamo che il contesto macro sia destinato a peggiorare.

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