Storie Web venerdì, Febbraio 23
Notiziario

Immagine di repertorio

Una finta azienda che faceva capo ad una sola persona. Aveva oltre 600 automobili intestate, che poi venivano utilizzate per lo più all’interno dei campi rom di Napoli e provincia. Alla fine però è stato scoperto ed arrestato: deve rispondere delle ipotesi di reato di falso in atto pubblico con induzione in errore del pubblico ufficiale nonché truffa aggravata ai danni dello Stato, tutti reati che secondo gli inquirenti sarebbero stati commessi in concorso con persone che al momento non sono state identificate, con più condotte che sarebbero state reiterate tra il 2020 ed il 2022.

Tutto è iniziato durante le indagini sui farti di rame subiti dalla Rete Ferroviaria Italiana. Molti furti, infatti, si era scoperto fossero riconducibili allo stesso gruppo di persone del campo rom di Giugliano in Campania, in località Ponte Riccio di via Carrafiello. Molte delle loro vetture sono risultate intestate a terze persone ed in particolare ad una azienda che si occupa della compravendita di autoveicoli. Dalle indagini, è emerso che l’azienda fosse fittizia, e che gran parte dei veicoli fossero tutti utilizzati all’interno dei campi rom di Napoli e provincia.

L’azienda disponeva di 630 vetture, ma all’indirizzo societario non c’erano né uffici né parco auto. Di fatto, gli inquirenti hanno scoperto che la società veniva utilizzata da persone che avevano bisogno di automobili senza intestarsele. Un sistema che permetteva anche di risparmiare sui costi relativi a passaggi di proprietà e sulle tasse, grazie al sistema di “mini voltura”, che permette alle aziende di risparmiare in maniera considerevole: un passaggio di proprietà di un’auto di media potenza che costerebbe 600 euro, per la società sarebbe di appena 120 euro.

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Oltre a questo, la persona arrestata oggi è risultata in difetto anche con la dichiarazione dei redditi, che non presentava da dieci anni, ed era già noto per precedenti relativi a furti, truffe, fraudolento danneggiamento di beni assicurati, falsità ideologica in atto pubblico. Raggiunto nella sua abitazione di Sant’Antimo, è stato arrestato e portato nel carcere di Poggioreale, mentre le 630 automobili sono state sequestrate. Si indaga intanto

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