Storie Web sabato, Gennaio 17
Shein sospeso in Francia. Proteste sotto il nuovo negozio a Parigi

Il governo francese ha temporaneamente sospeso la piattaforma Shein, a seguito di lamentele sulla vendita di bambole sessuali infantili e armi sulla sua piattaforma. Una segnalazione alla procura, infatti, avrebbe fatto emergere che sulla piattaforma sono in vendita armi (machete e tirapugni) e bambole gonfiabili con le sembianze di bambine.

L’azienda di Singapore, fondata da Chris Xu nel 2012, dopo aver preso atto della decisione del governo Lecornu, ha fermato temporaneamente le vendite di terzi sulla sua piattaforma – che negli ultimi anni si è sviluppata sempre più come marketplace – e ha riferito di voler avviare rapidamente un dialogo con le autorità d’Oltralpe: «Prendiamo atto dell’annuncio fatto oggi dal governo. La sicurezza dei nostri clienti e l’integrità del nostro marketplace (luogo di vendita virtuale dove vengono messi in vendita prodotti da parte di terzi,ndr.) sono priorità assolute’», ha comunicato in una nota il portavoce di Shein France, Quentin Ruffat.

Le proteste a Parigi contro l’ingresso di Shein nello storico department store Bvh

Lo scandalo delle bambole gonfiabili e delle armi è solo l’ultimo in ordine cronologico a investire il gigante dell’ultra fast fashion in Francia. La recente decisione di Shein di sbarcare Oltralpe con una serie di punti vendita (a Digione, Reims, Grenoble, Angers e Limoges) sotto le prestigiose insegne di Bvh e Galeries Lafayette (in department store che, però, sono stati ceduti da Lafayette alla Societé des Grand Magasins) ha creato una serie di malumori nella patria dell’haute couture e ha portato alla rottura del contratto di affiliazione tra Galeries Lafayette e il gruppo Sgm, in essere dal 2021: i sette negozi detenuti e gestiti da Sgm, nei quali sono previsti i negozi Shein, cambieranno nome.

Oggi, 5 novembre, in occasione dell’apertura del primo negozio fisico non temporaneo di Shein, 1000 metri quadri nel Marais, all’ultimo piano del department store Bvh, una folla di manifestanti si è riunita davanti al negozio per protestare contro l’apertura. E alcuni marchi – tra cui Disney, che ha annullato la propria presenza da Bvh con un pop up natalizio – si sarebbero ritirati dal multibrand parigino per protestare contro l’arrivo del marchio dell’ultra fast fashion.

La Francia a un passo dalla legge anti ultra fast fashion

La Francia – la prima nazione europea ad aver adottato la responsabilità estesa del produttore nel tessile – è da sempre in prima linea nella lotta all’ultra fast fashion: nonostante la complicata situazione politica, è stata approvata al Senato in prima lettura una legge contro la moda a bassissimo costo. Il disegno di legge introduce un sistema di eco-score che valuterà l’impatto ambientale dei prodotti venduti dalle aziende di fast fashion, comprese le emissioni, l’uso delle risorse e la riciclabilità e stabilirà un’eventuale imposta da applicare ai prodotti e vieta, tra le altre cose, la pubblicità per queste piattaforme.

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