Storie Web lunedì, Aprile 22
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Una storia a lieto fine quella di Scot Pollard, ex campione NBA, oggi 49enne, che ha trovato un donatore “compatibile” con la sua enorme stazza (oltre 2.10 metri d’altezza) e che ha potuto sottoporsi al trapianto che gli ha salvato la vita: “Per me è stato solo un colpo di fortuna che sia deceduto uno grosso come me e con un cuore sano, che non sarebbe servito a persone di statura normale”.

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L’ex stella del basket NBA Scot Pollard ora è sano e salvo e potrà continuare a vivere serenamente. Il 49enne campione con un trascorso di ben 11 stagioni nel campionato americano, è stato sottoposto ad un trapianto cardiaco perfettamente riuscito. Aveva necessità di un cuore “gigante” per la sua enorme statura (oltre 2,10 metri) e in extremis è arrivato il donatore: “Capisco il dramma che ha dovuto subire la famiglia, ma per me è stato un puro colpo di fortuna”.

Scot Pollard aveva provato di tutto da quando gli era stata diagnosticata una tachicardia acuta, a tal punto che il suo cuore in alcuni momenti del giorno pulsava fino a 10 mila volte il battito normale: cure invasive, pillole, farmaci, persino l’impianto di un pacemaker per ridurre e monitorare il funzionamento cardiaco. Tutto inutile: “hai bisogno di un trapianto”, gli avevano diagnosticato infine i medici, aprendo un baratro di fronte al nemmeno 50enne campione NBA perché per la sua stazza fuori dal comune, 2 metri e 11 centimetri di altezza, necessitava di un organo “speciale”, grande abbastanza per riuscire a pompare sangue in un corpo così grande.

La ricerca di un donatore è diventata quasi subito complicatissima perché molti organi pronti alla donazione non erano compatibili con le esigenze di Pollard, trasformando la ricerca in un disperato tentativo. Fino a quando è arrivata inaspettata una notizia che ha cambiato la vita dell’ex cestista con il cuore “gigante” che è stato impiantato dopo quasi tre settimane di attesa. “Capisco la tragedia che ha dovuto vivere la famiglia quando ha perso la persona amata” ha poi commentato a margine dell’operazione “ma per me è stato un puro colpo di fortuna che sia deceduto un uomo grosso come me e con un cuore sano, non sarebbe andato bene a nessun’altra persona di statura normale”.

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In terapia dallo scorso 7 febbraio, Pollard è stato dimesso il 1° marzo a pochi giorni dal trapianto, perfettamente riuscito. A raccontare da vicino il dramma di Scott è stata sua moglie, Dawn, che ha raccontato l’esperienza drammatica finita per fortuna bene, attraverso i social media. Un racconto giornaliero, dal primo arrivo in ospedale fino al giorno delle dimissioni: “Accetteremo i giorni brutti, sapendo che ne stanno arrivando altri belli”.

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