Storie Web venerdì, Marzo 1
Notiziario

Cariche della polizia e uso degli idranti sono state le risposte delle forze dell’ordine al tentativo del corteo dei centri sociali del Nordest di forzare l’ingresso alla fiera dell’oro di Vicenza, per protestare contro la presenza di espositori di Israele. Tra gli agenti contusi, uno è stato colpito da un grosso petardo.

I manifestanti hanno effettuato una deviazione dal percorso programmato

Gli scontri sono iniziati intorno a mezzogiorno, quando i manifestanti, deviando dal percorso programmato del corteo, hanno tentato di farsi avanti verso i padiglioni della fiera, dopo aver tranciato la catena di un cancello dell’ingresso posteriore del quartiere espositivo. Qui i manifestanti, con scudi, barrere e fumogeni, sono stati affrontati dagli agenti in assetto anti-sommossa. Qui sono partite alcune cariche, per alleggerire la pressione dei dimostranti, poi sono stati usati gli idranti per dispedere i facinorosi. Un’altra manifestazione nei pressi della Fiera è prevista nel pomeriggio, organizzata dalla comunità palestinese.

Dove è avvenuto il contatto con le forze dell’ordine

La manifestazione, partita poco prima delle 11.20 con circa 500 partecipanti, ha deviato dal percorso stabilito cercando di avvicinarsi al quartiere fieristico. Qui c’è stato il contatto con le forze dell’ordine, in tenuta antisommossa, che hanno spinto indietro il corteo con una carica. C’è stato lancio di fumogeni e petardi da parte dei manifestanti, cui la polizia ha risposto con gli idranti. Quattro agenti sarebbero rimasti contusi.

Sindaco, nessuna giustificazione agli scontri

«Non esiste giustificazione alcuna per le scene che abbiamo visto questa mattina in strada dell’Arsenale. Il diritto di manifestare è sacro e tutelato dalla Costituzione, ma chi scende in piazza con i bastoni e il viso coperto va contro l’eredità dei padri costituenti che hanno voluto scrivere quell’articolo dopo gli anni più bui della storia del nostro Paese». È quanto sottolineato in una nota dal sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai «E non fa torto solamente -ha continuato Possamai – a quelle righe della nostra Carta, ma fa anche male alla causa che dice di sostenere: è una contraddizione in termini chiedere la pace e il cessate il fuoco manifestando con violenza. Ottenendo tra l’altro l’effetto di allontanare ancora di più l’attenzione dal merito su quanto sta accadendo in Israele e in Palestina. Voglio esprimere tutta la mia vicinanza e quella della città agli agenti della Polizia di Stato rimasti feriti e contusi negli scontri di questa mattina, ed esprimere il mio ringraziamento alla Prefettura, alla Questura e alle forze dell’ordine per il lavoro di queste ore», ha concluso.

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