Storie Web lunedì, Aprile 22
Notiziario

A preoccupare i sindacati metalmeccanici sono i volumi in calo dello stabilimento Stellantis di Mirafiori e le prospettive industriali della fabbrica storica, nel cuore della città. Si tratta di un momento difficile, con la cassa integrazione per tutto il mese di marzo, numeri al minimo per le produzioni Maserati e un futuro incerto, legato ad un solo modello, la Fiat 500 elettrica. «In proiezione, con i ritmi attuali, a fine anno si arriva a 50mila auto prodotte, un livello non compatibile con la sopravvivenza dello stabilimento» dice Rocco Cutrì segretario della Fim Cisl di Torino.

Nasce da queste premesse la mobilitazione unitaria promossa da tutte le sigle sindacali dei metalmeccanici, Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl, accanto all’associazione dei Quadri, che porterà ad uno sciopero provinciale, nella prima metà di aprile, che coinvolgerà la realtà di Stellantis e l’intero indotto. «La nostra è una iniziativa aperta alla città intera – spiega Edi Lazzi segretario della Fiom di Torino – per riportare al centro dell’attenzione i lavoratori e le lavoratrici del settore auto».

Si tratta di una iniziativa senza precedenti, a maggior ragione dopo la spaccatura per il referendum di Mirafiori e la sottoscrizione del contratto di Gruppo, mai siglato dai metalmeccanici della Cgil. «Questo è un momento storico – aggiunge Luigi Paone, a capo della segreteria provinciale della Uilm di Torino – in cui tutto il mondo dell’auto sta cambiando. Quello che ci unisce è la volontà di sostenere il futuro dei lavoratori e il benessere dell’intera città».

Difendere e rilanciare Mirafiori, è l’idea condivisa, significa sostenere il futuro sviluppo dell’intero territorio torinese, legato a doppia mandata alle produzioni auto. Ad ogni addetto Stellantis ne corrispondono due nell’indotto e senza nuove assegnazioni produttive, è l’idea condivisa, il futuro è a rischio.

L’iniziativa di Mirafiori segue l’annuncio dei vertici di Stellantis sulla produzione di Pandina a Pomigliano fino al 2027. «Nessuna guerra tra poveri» dicono i sindacati torinesi che chiedono assicurazioni sul futuro industriale anche del polo di Torino. Alla manifestazione aderiscono le segreterie nazionali dei sindacati metalmeccanici. «Sono anni che la “Detroit italiana” continua a perdere lavoro in ricerca, sviluppo e produzione di mobilità con una crisi permanente e strutturale che deve essere fermata per assicurare un futuro alle lavoratrici e ai lavoratori e alle giovani generazioni. Sono necessarie nuove produzioni per il rilancio di Mirafiori, con l’obiettivo di arrivare a 200.000 unità» sottolinea Michele De Palma segretario nazionale della Fiom.

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