Storie Web mercoledì, Giugno 3

Treni a rischio giovedì 11 giugno a causa di uno sciopero nazionale di 8 ore (dalle 9.01 alle 17) del personale delle imprese ferroviarie e degli appalti ferroviari indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Trasporti. I sindacati chiamano in causa il governo che «ha scelto di ignorare le nostre richieste sui rischi derivanti dalle future gare ferroviarie intercity dove è emersa la volontà del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di suddividere in tre lotti non equivalenti, anziché in un unico lotto».

La messa in gara del servizio Intercity: a rischio 3mila ferrovieri

Alla base della protesta, dunque c’è l’imminente pubblicazione del bando per la messa in gara del servizio Intercity – che coinvolge circa 3mila ferrovieri – che il ministero dei Trasporti intende suddividere in tre lotti. Non solo. Le organizzazioni sindacali lamentano anche l’assenza nelle gare di «clausole sociali vincolanti» che assicurino la continuità occupazionale ai circa 3mila lavoratori attualmente impiegati da Trenitalia (Gruppo Fs italiane) nel servizio. Per il segretario generale della Filt Cgil Stefano Malorgio l’idea che «la frammentazione in lotti del servizio intercity, aumentando il numero di operatori, aiuti la mobilità delle persone è illusoria. Tale impostazione produrrà solo il depauperamento del gruppo Fs e metterà a rischio i lavoratori per l’assenza di clausole sociali di salvaguardia del lavoro»,

Preoccupazione per l’incertezza sugli investimenti e sull’Alta velocità

Genera preoccupazione nei sindacati anche l’«incertezza sugli investimenti infrastrutturali» per il dopo Pnrr che finora ha assicurato una importante mole di risorse. Il timore dei sindacati è che in queste condizioni il processo di liberalizzazione «rischia di scaricare i costi su lavoratori e cittadini aprendo la strada ad una stagione di dumping contrattuale, accompagnata da una riduzione dell’offerta commerciale a causa del congestionamento della rete e dalla frammentazione del servizio, con inevitabili ripercussioni sulla qualità del trasporto ferroviario reso all’utenza»

Filt, Fit, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast e Orsa puntano l’indice sull’alta velocità, «segmento redditizio in cui è previsto l’ingresso di un nuovo operatore straniero», i francesi di Sncf, a cui sarà consentito effettuare il servizio «senza vincoli di sistema, favorendo una concorrenza fondata sull’abbattimento del costo del lavoro, ai danni delle imprese, dei ferrovieri e della qualità del servizio offerto, anche a causa delle scellerate e recenti decisioni assunte dall’Art, l’autorità in materia di trasporti». Per Malorgio «sarebbe finalmente ora, proprio alla vigilia dell’arrivo di un nuovo operatore sulla rete Av, di avere norme che indichino il contratto di riferimento per coloro che investono in Italia. La concorrenza deve essere fatta con regole comuni a tutela di chi ora ci lavora e di chi ci lavorerà in futuro».

Le organizzazioni sindacali chiedono un confronto al Mit e avvisano di «non essere disponibili ad assistere in silenzio allo smembramento del trasporto ferroviario e al depauperamento di un asset strategico del Paese sulla pelle di lavoratori e cittadini».

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