Storie Web giovedì, Febbraio 26

La partita di Starlink di Musk

Il punto cruciale che questa vicenda venuta alla luce mette in risalto è che siamo in una situazione tipica di rincorsa fra guardie e ladri: aumenta il livello tecnologico, assieme ai benefici per l’ambiente civile, governativo e militare, ma aumenta anche la vulnerabilità. Mettere fuori uso una costellazione per la trasmissione dati, come Starlink per esempio, vorrebbe dire mettere in ginocchio quel settore e i Paesi che utilizzano quella facility.

Proprio Starlink, che ha negato l’accesso alla Russia, ce lo ha dimostrato nelle settimane scorse. È storia recentissima: gli attacchi di fine anno e inizio 2026 dei droni russi sull’Ucraina erano sembrati sempre più precisi ed Elon Musk, all’inizio di febbraio, ha disinnescato il problema, proibendo, di fatto l’accesso ai terminali Starlink da parte dei micidiali droni russi. La soluzione è stata semplice: i droni russi vanno più veloci di quelli di Kiev e, quando il sistema rileva una velocità superiore ai 65 chilometri all’ora, blocca la trasmissione. Inoltre, sono stati disattivati i terminali ucraini lungo il fronte, con l’idea di farli registrare di nuovo come “amici”, mentre i tentativi di fare lo stesso da parte dei russi, verranno trattati come nemici, negando il servizio. Il generale inverno, che da quelle parti è stata un’arma letale, è stato rimpiazzato pare da Starlink.

Un particolare che lascia perplessi, come è stato detto varie volte, è che SpaceX non è uno Stato o un’Istituzione, ma un privato, che in linea di principio, e anche in pratica, può fare quel che vuole, a seconda degli interessi commerciali.

Con l’aumentare delle tensioni internazionali e con la crescita esponenziale prevista di costellazioni satellitari, il problema aumenta ovviamente. Oggi lo spazio è visto come un’espansione del suolo terrestre, fondamentale anche in campo militare. Oltre che lo stato e le operazioni dei campi di operazione sulla Terra, le centinaia di satelliti militari oggi esistenti, che comprendono anche quelli “spia”, dovranno proteggere le risorse della propria Nazione anche nello spazio. E domani sarà la volta della Luna.

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