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Il tecnico biancoceleste non usa giri di parole per descrivere la prestazione della squadra al Franchi. “Mi viene il dubbio che non abbiamo la strutta materiale e mentale per fare tre-quattro competizioni”.

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Maurizio Sarri non usa giri di parole per raccontare la prestazione della Lazio, battuta al Franchi dalla Fiorentina 2-1 e in rimonta. Non fosse stato per i 4 pali presi dalla Viola (di cui uno su rigore) il risultato sarebbe stato anche più mortificante. La sua squadra s’è sciolta alla distanza ed è crollata sotto i colpi, il ritmo e la maggiore determinazione dei toscani che avevano bisogno di un successo importante per rilanciarsi in classifica, verso la zona Europa.

“Anche da zoppi si poteva fare meglio di quello che abbiamo fatto stasera”, le parole del tecnico a Dazn che fotografa il momento attraversato dalla sua formazione. “Nel primo tempo siamo andati in vantaggio immeritatamente e io negli spogliatoi, durante l’intervallo, sono stato molto chiaro coi ragazzi: quel risultato non sarebbe stato portato fino alla fine con quell’atteggiamento”.

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In sintesi: non ha una rosa così profonda e attrezzata per reggere l’urto di più competizioni, dal campionato alla Champions, esprimendosi sempre su alti livelli. Si spiegano anche così le discese ardite in picchiata e le risalite improvvise (come accaduto all’andata in Coppa contro il Bayern) oppure i vuoti improvvisi a match in corso: “Siamo stati troppo piatti rispetto a un vantaggio immeritato e abbiamo proseguito a esserlo anche dopo un rigore sbagliato dagli avversari e dopo lo svantaggio”.

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“Abbiamo anche qualche attenuante – ha aggiunto l’allenatore, che menziona le condizioni di salute precarie di molti dei protagonisti -. Tre giocatori sono scesi in campo che avevano addosso sintomi influenzali, altri hanno svolto appena un solo allenamento in un mese… altri tre giocatori hanno bisogno di tirare il fiato ma non è possibile per come sono messe le cose. Il rischio c’era ma stasera è stato un po’ troppo accentuato questo calo. Mi viene il dubbio che non abbiamo la strutta materiale e mentale per fare tre-quattro competizioni”.

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Sarri cita due casi-esempio per spiegare con maggiore chiarezza quali sono le difficoltà di gestione e quanto è difficile riuscire a mettere in campo la migliore formazione possibile senza perdere qualcosa in termini di qualità e di brillantezza. È la storia della coperta troppo corta: la tiri e rischi solo di strapparla. “Zaccagni e Vecino li abbiamo inseriti per disperazione perché non sarebbero stati pronti per entrare… Zaccagni ha fatto due allenamenti in quaranta giorni. Vecino addiritura uno solo ieri. Abbiamo forzato i rientri… io spero che possano riprendersi totalmente e tornare a darci una mano”.

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