Dopo la Toscana ci prova la Sardegna: depositata in Consiglio regionale la proposta di legge sul fine vita. Il primo passo di un percorso che dovrà superare l’esame della Commissione e poi dell’aula, prima di concludersi con la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione. Ad annunciare che «anche la Sardegna intende approvare la legge sul fine vita» è stata, alla Camera dei deputati, la presidente della Regione Alessandra Todde a margine dell’evento “La valigia della libertà”, spettacolo di teatro civile scritto e interpretato da Valentina Petrini, organizzato dal MoVimento 5 Stelle per affrontare il tema della libertà di scelta sul fine vita.
Todde: percorso condiviso con tutta maggioranza
«È un percorso che condivido con tutta la maggioranza in Consiglio regionale, a iniziare dal presidente Comandini – ha detto la governatrice della Sardegna -. e che mi auguro trovi consenso anche in larghi settori dell’opposizione».
Quindi un passaggio sull’iter in atto. «La nostra legge è stata depositata e ora deve passare in commissione per essere discussa – ha sottolineato la governatrice -. Saremo probabilmente, tempi permettendo, la seconda regione d’Italia ad approvarla, una regione che come la Toscana farà una “fuga in avanti”». Per la presidente «due Regioni che adottano un provvedimento del genere, aprendo la strada ad altre, rappresentano un forte stimolo affinché il Parlamento faccia il suo dovere e colmi questo vuoto normativo».
Stimolo per la politica nazionale
Nelle parole della governatrice non è mancato un passaggio sulla politica nazionale, partendo proprio dalla partecipazione all’evento spettacolo.« L’ho fatto volentieri perché avere una legge sul fine vita è un atto di civiltà. L’ho fatto perché lo Stato non può continuare a negare un diritto che non toglie nulla a nessuno, ma dà a tutti il potere di scegliere come porre fine alle proprie sofferenze – ha aggiunto la presidente -. Lo spettacolo di Valentina Petrini racconta la storia di Sibilla Barbieri, costretta ad andare in Svizzera per esercitare un proprio diritto. Le parole di suo figlio, Vittorio Parpaglioni, mi hanno fatto riflettere sulla mia esperienza personale con mio padre. Ho iniziato il mio intervento così, con un ricordo personale, perché il fine vita è un diritto che riguarda ciascuno di noi. Ma il fine vita è anche un tema politico».