La “casa del guardiano” (così era stata ribattezzata) dell’isola di Budelli, a pochi metri dalla spiaggia Rosa nel parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, sarà cancellata. O meglio demolita e l’area bonificata. L’edificio, un tempo fabbricato militare, divenuto proprietà dell’Ente parco non sarà trasformato in un infopoint come ipotizzato in passato. La struttura, situata a pochi metri dalla spiaggia rosa, dal 1989 al 2021 era stata abitata da Mauro Morandi, ex docente di educazione fisica in una scuola in Emilia. L’uomo l’aveva lasciata a causa delle condizioni di salute all’età di 85 anni. Il progetto di trasformazione dell’edificio, secondo quanto ricostruito da L’Unione Sarda non avrebbe superato la valutazione di incidenza ambientale. Sull’area insiste un vincolo di massima tutela e quindi non possono essere realizzate opere impattanti sul territorio.
A rendere la spiaggia celebre era stato il film del 1964 di Michelangelo Antonioni, del 1964, “Deserto rosso”. E proprio a ridosso della spiaggia nell’edificio che dovrebbe essere demolito, si era stabilito l’ex insegnante di educazione fisica. Nel passato dell’isola ci fu anche l’acquisto da parte di un imprenditore neozelandese, un ricorso al Consiglio di Stato e l’acquisizione da parte dello Stato che la assegnò all’Ente Parco.
L’obiettivo dell’Ente, come anticipato dal quotidiano sardo, sarebbe quello di «demolire tutto e restituire gli spazi alla natura».
Attorno alla spiaggia rosa di Budelli c’è la massima attenzione. «Lo scorso 26 settembre. -si legge nelle note dell’Ente Parco dedicate proprio alla spiaggia – grazie alla tempestiva segnalazione di un operatore turistico, il personale dell’Ente Parco e la Guardia di Finanza sono intervenuti per sanzionare una grave violazione ambientale avvenuta sulla Spiaggia Rosa di Budelli (Cala di Roto), area di altissimo pregio naturalistico e rigidamente protetta».
Sei turisti di nazionalità polacca erano stati sorpresi a passeggiare sull’arenile, violando il divieto assoluto di accesso alla spiaggia, istituito «per preservare l’ecosistema fragile e unico di questo luogo simbolo della Sardegna».
