
Valori elevati si registrano tra le province lombarde e venete, mentre valori più contenuti emergono nella zona padana, spesso ampliata verso le Marche. Le Regioni a statuto speciale si differenziano tra loro: da un lato, la Sardegna presenta retribuzioni medie più basse; dall’altra, la Sicilia e le province autonome di Trento e Bolzano con valori decisamente elevati.
Le scelte di politica retributiva
Ogni provincia, inoltre, può essere distinta in base alle scelte di politica retributiva che le Aziende sanitarie locali e ospedaliere hanno attuato rispetto al profilo sanitario e a quello amministrativo. «Va ricordato che mediamente i professionisti della salute del ruolo sanitario (per lo più, professioni infermieristiche) sono pagati circa il 22% in più degli Assistenti del ruolo amministrativo».
Le gradazioni centrali sono quelle in cui vi è una maggiore uniformità nel trattamento dei due ruoli. Ovvero, sono province in cui gli enti remunerano il profilo sanitario mediamente tra il 21% e il 24% in più del ruolo amministrativo, in linea con lo scostamento medio nazionale. Sono, ad esempio, alcune province della Lombardia Occidentale e dell’alta Emilia-Romagna (Piacenza e Parma).
Le gradazioni estreme denotano, invece, le province che si caratterizzano per aziende sanitarie che differenziano maggiormente in base al profilo. Cioè province in cui gli enti utilizzano gli istituti retributivi o per allontanare maggiormente la remunerazione dei due profili, pagando una retribuzione mediamente più alta ai sanitari (oltre il 24%), o per chiudere la differenza tra i due ruoli, remunerando mediamente di più il ruolo amministrativo (sotto il 21%).
Tra le province in cui le aziende hanno scelto mediamente di riconoscere una retribuzione più alta per le professioni sanitarie rientrano, ad esempio, alcune province lombarde (Bergamo, Brescia, Mantova), dell’Italia centro occidentale (Roma, Frosinone, Caserta, Benevento) e delle Isole.