
C’è un altro passo avanti nella vertenza relativa alla vendita della Sanac, l’azienda che produce materiale refrattario destinato alle acciaierie. Le tre manifestazioni di interesse, presentate i giorni scorsi, sono state ammesse alla fase successiva della procedura di gara. Ossia la selezione che dovrà poi segnare il passaggio di proprietà dei compendi e determinare un nuovo corso produttivo.
Le tre aziende
«Abbiamo appreso che si tratta della Linco Baxo Industrie Refrattari S.p.A. con sede a Milano, per l’intero ramo aziendale – sottolinea Marianna Formica, dirigente della Filctem nazionale con delega alla vertenza Sanac -, della Salva S.p.A. con sede a Milano, per lo stabilimento di Vado Ligure, e della Erre Trading S.p.A. con sede a Massa, per lo stabilimento di Massa». Ora partirà la due diligence che si concluderà il prossimo aprile. Al termine della procedura le società potranno presentare le offerte di acquisto.
I quattro stabilimenti al centro della vendita sono distribuiti tra Vado Ligure a Savona, Massa in Toscana, Gattinara in Piemonte e Assemini in Sardegna.
Tutti i siti sono operativi
«Malgrado le difficoltà su Taranto – prosegue la sindacalista-, tutti i siti sono operativi e nonostante lo stato di amministrazione straordinaria, Sanac continua a produrre». Gli stabilimenti della Sanac, che hanno una capacità di circa 200mila tonnellate l’anno e un fatturato di circa 150 milioni di euro, producono il 35% del materiale refrattario presente sul mercato nazionale. Inoltre il 30% della produzione destinato all’esportazione.
La schiarita con le 3 offerte
Le tre proposte, come sottolineano anche i lavoratori, rappresentano una vera e propria schiarita nella vertenza che va avanti da tempo e che «punta a salvare un sistema che produce un’ampia gamma di prodotti refrattari necessari alla costruzione, manutenzione ed esercizio di impianti appartenenti ai diversi settori industriali: acciaio, ghisa, metalli non ferrosi, vetro, cemento, calce, ceramica, petrolchimico e chimico, ciminiere, caldaie e Inceneritori». Nella valutazione delle offerte, come stabilito anche in sede di autorizzazione ministeriale, «è stata specificata come preferenziale la valutazione di offerte per l’acquisizione complessiva».