Storie Web domenica, Febbraio 15
Salvare la casa pignorata è possibile, 15 casi già risolti

Esperimento riuscito. Osservabile e, soprattutto, replicabile. A determinate condizioni le procedure esecutive immobiliari classiche possono essere superate da operazioni di mercato, da ammortizzatori sociali a rendimento, che in ultima istanza si rivelano assai più soddisfacenti (per il creditore) delle classiche aste fallimentari e che, particolare non secondario, possono consentire al debitore, proprietario dell’immobile conteso o escusso, di continuare ad abitarlo, pagando un canone d’affitto alla Special purpose vehicle incaricata di incassare il credito incagliato. Sino alla tappa finale auspicata: il riacquisto dell’immobile da parte di chi è stato estromesso dalla proprietà.

Un processo lungo e complesso

I primi 15 casi sono stati portati a termine con reciproca soddisfazione e con il recupero del 52% del valore dovuto dagli ex proprietari escussi e la remissione del restante debito (il 48% del totale) residuo. Arrivarci non è stato semplice. Ci è voluto un processo lungo e complesso idiziato nel 2019, attraverso una modifica della legge 130/99 sollecitato dalle Acli, da 130 srl, da Guber Banca, istituto specializzato nella gestione di Npl e Utp (non Performing loans e Unlikely to pay), dall’associazione Favor Debitoris di Giovanni Pastore e da tecnici: avvocati esperti nelle cartolarizzazioni e nella fiscalità finanziaria come la società Eagles and Wise.

Coinvolta anche l’Università Cattolica

Coinvolta anche l’Università Cattolica di Milano, e in particolare la sua ex prorettrice (ora giudice costituzionale) Antonella Sciarrone Alibrandi che ha lavorato per sviluppare la ricerca ed il modello il cui buon esito si deve a una lunga opera di mediazione da parte di diverse associazioni, istituzioni e partner industriali che si sono applicati nella ricerca e nella sperimentazione.

Il nodo del mercato delle insolvenze

L’obiettivo era quello di sciogliere il nodo del mercato delle insolvenze e delle sue garanzie, salvaguardando la funzione sociale primaria del bene casa, soprattutto in una fase drammatica come quella del Covid-19. «Quello che oggi si consuma è di fatto una tragedia in tre atti. Primo atto: si perde il lavoro e non si è più in grado di rimborsare le rate del mutuo. Secondo atto: si perde la casa, con le gravissime conseguenze psicologiche connesse. Terzo atto: nella maggior parte dei casi si perde pure la famiglia e quel che ne segue – spiegava nel 2022 Francesco Guarneri, consigliere delegato di Guber Banca.

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