Storie Web venerdì, Febbraio 23
Notiziario

Per i saldi invernali è stata una partenza fiacca, debole. Le vendite scontate, in questa prima settimana, hanno infatti registrato un calo dell’8% rispetto alla prima settimana della campagna promozionale dello scorso anno. È quanto risulta dai primi riscontri che Federazione Moda Italia (Confcommercio) ha avuto dai propri associati. In particolare, il 55% delle imprese che aderiscono a Federmoda ha rilevato un calo delle vendite, contro il 24% che ha riscontrato un trend stabile, mentre il 21% che ha registrato un incremento delle vendite rispetto al 2023.

Il campanello d’allarme di Federmoda

Quella in arrivo da Federmoda-Confcommercio è un’indicazione da considerare ancora non definitiva sul fenomeno, tenuto conto che i saldi sono appena all’inizio e durano generalmente circa sessanta giorni. Ma il dato rappresenta comunque un campanello d’allarme da non sottovalutare.

Indice puntato contro maltempo e i «pre-saldi»

«Sicuramente alcuni fattori come il maltempo non hanno favorito una partenza dei saldi così brillante. Siamo comunque fiduciosi che, con il miglioramento della situazione climatica di questo fine settimana, verranno confermate le aspettative con un incremento dei clienti», commenta il Presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Giulio Felloni puntando però l’indice su storture sulle quali intervenire e che, comunque un ruolo lo hanno nella mancata brillantezza dell’avvio dei saldi: «Le continue campagne di sconti “selvaggi” lungo tutto l’anno dovranno essere oggetto di una seria regolamentazione».

Le stime Confimprese

Il dato di Federmoda chiude il cerchio rispetto alle prime indicazioni arrivate dalle territoriali dei commercianti, come dall’Ufficio studi Confimprese che segnala come nel primo week end di vendite il 70% delle aziende segnala un trend negativo pari al -5/-6% sullo stesso periodo 2023 mentre il 40% delle insegne dichiara perdite comprese tra l’11 e il 20%. Circa un quinto dei retailer evidenzia vendite allineate a quelle del 2023 mentre solo il 7% parla di un trend positivo. Guardando alle diverse categorie merceologiche l’abbigliamento-accessori conferma le previsioni pre-saldi con un -8,3%, mentre per altro retail è pari al -3,3%.

Anche i dati Confimprese fotografano, dunque, la prosecuzione di un andamento negativo del fashion già segnalato nei mesi precedenti, in parte anche dovuto a promozioni e scontistiche che si protraggono ormai tutto l’anno. «I saldi partono al rallentatore e performano sotto le attese. Il calendario differente, che ha fatto concentrare il rientro delle vacanze con la domenica, e le condizioni meteo avverse sono tra le principali cause della flessione, che si è fatta sentire soprattutto nei centri storici» commenta Mario Resca, presidente Confimprese. Per quanto riguarda i canali di vendita quest’anno i centri commerciali sono il canale meglio performante: a dirlo il 70% delle aziende di abbigliamento-accessori e per il 63% di altro retail. Soffre anche lo scontrino medio: per una insegna su due è in linea con quello dei saldi 2023, in crescita per un quarto e in calo per quasi il 20%.

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