Storie Web venerdì, Gennaio 16
Salari fermi, ecco le ragioni della stagnazione retributiva

All’estero si guadagna oltre 3 volte la media

Per la retribuzione media annua, c’è molta differenza a livello teritoriale: si va dal minimo di 17.898 euro delle Isole ai 28.852 del Nord Ovest, con il picco massimo di 74.254 euro dell’estero, che corrisponde a oltre tre volte la media (24.485 euro). L’incidenza di chi ha almeno 55 anni è passata tra il 2014 e il 2024 dal 12% al 20%, in linea con la nota tendenza demografica della popolazione italiana. Cresce, anche se in misura contenuta, la classe dei più giovani, il cui peso sale dal 19% al 21%. La retribuzione media, in tutti gli anni, è differente nelle classi di età, come conseguenza delle tipologie contrattuali caratterizzate da maggiore intensità e continuità lavorative, e dei percorsi di carriera dei lavoratori. L’imponibile previdenziale annuo dei giovani è meno della metà di quello dei senior.

Nel pubblico la retribuzione media è di 35.350 euro

I dipendenti pubblici erano 3,56 milioni nel 2014 e sono 3,74 milioni nel 2024: l’anno che ha registrato la crescita maggiore è stato il 2020 con un incremento del +2,5%, in larga parte dovuto alle assunzioni di personale scolastico e di professionisti sanitari per fronteggiare la pandemia, poi seguito dalla ripresa dei concorsi pubblici. La retribuzione annuale media è stata pari a 31.646 euro nel 2014 e 35.350 euro nel 2024: si tratta di un tasso di crescita dell’11,7% sull’intero periodo, cui corrisponde un 1% annuo medio, valori decisamente inferiori a quelli dei dipendenti privati.

La retribuzione media dei dipendenti pubblici è stabilmente di 10-11 mila euro superiore a quella dei dipendenti privati, anche in ragione di un numero di giornate lavorate nell’anno mediamente maggiore.

La Scuola è il comparto con le retribuzioni più basse, le più alte nell’Università

Tra il 2014 e il 2024 i comparti di Scuola, Università e Sanità hanno visto un incremento del numero dei dipendenti, che nel decennio sono in flessione invece tutti gli altri. Per le retribuzioni, il comparto della Scuola è quello che “paga” meno, l’unico ben al di sotto della soglia dei 30mila euro annui (in media 25.311 euro), anche per la discontinuità dei rapporti di lavoro (poco più di 260 giornate in media l’anno). Mentre all’opposto le retribuzioni medie più alte si trovano in Università ed enti di ricerca (52.931 euro).

Le donne nella PA percepiscono il 77% degli uomini, i giovani la metà dei senior

Nella struttura per genere si assiste ad un aumento della quota di donne, passate dal 57% del 2014 al 61% del 2024. Si conferma la forbice tra le retribuzioni per genere: la retribuzione media annua delle donne è mediamente pari al 77% di quella degli uomini. Questo è spiegato solo in parte dal minor numero di giornate medie retribuite per le donne (279 nel 2024) rispetto agli uomini (288).

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