Storie Web venerdì, Gennaio 2
Saks Global, verso il fallimento il più ambizioso progetto dei  department store

Nel dicembre 2024 era avvenuto il closing di quell’operazione da 2,65 miliardi di dollari che, quando era stata avviata, l’estate precedente, era stata salutata con entusiasmo e interesse: Hudson’s Bay Company, alla quale fa capo Saks, rilevava il gruppo Neiman Marcus, che a sua volta era proprietario di Bergdorf Goodman, dando vita a Saks Global, gruppo nel quale confluivano così le tre, storiche insegne del mondo dei department store di lusso statunitensi. Un’operazione che ridava slancio a un’industria, ormai molto appannata, che aveva fatto la storia dello shopping del Paese, e che aveva coinvolto anche Amazon, desideroso di velocizzare la sua lunga rincorsa al lusso (passata anche, fra l’altro, da generose sponsorizzazioni del Met Gala) espandendo la propria offerta di alta gamma.

A distanza di 18 mesi, quell’ambizioso progetto rischia il fallimento: Saks, infatti, potrebbe ricorrere al Chapter 11, dunque richiedere istanza di fallimento, se entro le prossime settimane non riuscirà a pagare i 100 milioni di dollari di interessi ai detentori delle sue obbligazioni, secondo quanto riporta il Wall Street Journal. E proprio oggi il ceo ‌di Saks Global, Marc Metrick, ha rassegnato le dimissioni, nominando Richard Baker suo successore.

In realtà, i segni di questa crisi c’erano già da tempo: lo scorso febbraio il gruppo aveva comunicato ai suoi fornitori l’intenzione di pagarli non più a 60, ma a 90 giorni, e che tutti i pagamenti ancora in sospeso sarebbero stati evasi in 12 rate a partire da luglio. «Comprendo le sfide relative ai pagamenti – aveva scritto in una nota Marc Metrick, ceo di Saks Global -. Non vediamo l’ora di vedere il flusso delle merci tornare alla normalità». In agosto, poi, c’era stato un rifinanziamento per 600 milioni di dollari, ma proprio il 2 agosto si era chiuso il secondo trimestre dell’anno, con vendite in calo del 13% rispetto allo stesso periodo del 2024, pari a 1,6 miliardi, e perdite in espansione a 288 milioni.Il mese seguente, Saks aveva prospettato persino la cessione del 49% di Bergdorf Goodman per un miliardo di dollari.

Intanto, in aprile Saks aveva aperto un negozio su Amazon, e in ottobre aveva dato vista a una joint venture con Authentic Brands Group – al quale fanno capi marchi come Barneys New York (curiosamente, ciò che resta di uno dei più gloriosi e amati department store del Paese, chiuso nel 2020), Brooks Brothers, Juicy Couture, Hervé Léger – battezzata Authentic Luxury Group.

Al momento, peraltro, le spedizioni internazionali dal sito di Saks sono interrotte. Un altro sintomo di una crisi il cui destino sarà definito entro le prossime settimane.

Condividere.
Exit mobile version