Storie Web domenica, Aprile 21
Notiziario

Il mercato mondiale del vino è in crisi e si accende la corsa alla “rottamazione dei vigneti”. Le difficoltà, in particolare per i vini fermi (va meglio per gli spumanti) stanno spingendo i produttori a cercare strategie di rilancio o, in alternativa, contromisure per salvare almeno la propria redditività. Nessuna ipotesi viene scartata compresa quella dell’uscita dal settore per cercare migliore fortuna in altri segmenti della produzione agricola.

A lanciare il sasso nello stagno è stata la Francia con la significativa campagna di estirpazione dei vigneti di Bordeaux da 9mila ettari (il 9% della superficie vitata dell’area) avviata nei mesi scorsi con uno stanziamento di 30 milioni di euro di fondi nazionali (per un aiuto che si stima in media di 6mila euro a ettaro). Ma Parigi non si è fermata qui. Contestualmente ha varato un programma straordinario di ristrutturazione dei vigneti da 150 milioni di euro che prevede anche la possibilità di espianto definitivo e che secondo alcune stime potrebbe interessare complessivamente 100mila ettari di vigneti sui 750mila impiantati in Francia.

Nei giorni scorsi l’ipotesi di un ricorso massiccio alla rottamazione dei vigneti ha riguardato anche la California dove si pensa di eliminare circa 12mila ettari di filari. E una riflessione è in corso anche in Australia che nei mesi scorsi si è vista chiudere il proprio principale mercato, la Cina, dall’imposizione di dazi fino al +220 per cento.

Naturalmente osservatori interessati sono i produttori italiani e spagnoli, che alla pari dei francesi potrebbero puntare in Europa su produzioni sostenute finanziariamente dalla Commissione come i cereali o le colture proteiche. Del tema degli espianti si è discusso nei giorni scorsi a Bruxelles in una riunione del Copa Cogeca, l’organizzazione che riunisce le associazioni di agricoltori e delle cooperative agricole. L’interesse è elevato ma la discussione ha riguardato innanzitutto aspetti tecnici. Nel senso che attualmente la possibilità di estirpare i vigneti non è prevista dalle norme Ue. L’ultima rottamazione con contributo Ue avvenne negli anni 2010-11. Da quel momento iniziative, come quella francese di questi mesi, devono essere autorizzate da Bruxelles ma possono essere finanziate solo con fondi nazionali.

«In Italia a essere in difficoltà sono soprattutto alcune produzioni del Sud con Sicilia e Puglia in testa – spiega Domenico Bosco della Coldiretti –. Aree che non sono riuscite a mettere in campo una politica di brand per valorizzare le proprie produzioni. O che lo hanno fatto solo in parte come avvenuto con la Doc Sicilia». «Si tratta di vini finiti fuori mercato – aggiunge Mastrogiovanni della Cia – perché una volta venivano utilizzati come vini da taglio o venduti sfusi. Mentre ora i buyer della grande distribuzione o degli imbottigliatori internazionali cercano soprattutto bollicine bianche o rosé che ormai trovano soprattutto in Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna».

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