Storie Web venerdì, Marzo 1
Notiziario

Vincere ed essere sempre il migliore. Cristiano Ronaldo non ammette altra possibilità quando va in campo. E se viene battuto, esce dal terreno di gioco con lo sguardo torvo, immusonito, coi nervi a fior di pelle. La sconfitta gli fa ribollire il sangue nelle vene e fa fatica a contenersi soprattutto durante il cerimoniale della premiazione.

Un video girato da un tifoso a margine della Riyadh Seasons Cup mostra la brutta reazione che ha quando si accorge che a ricevere il premio di MVP del trofeo è l’ex laziale Sergej Milinkovic-Savic dell’Al-Hilal. Se avesse potuto, sarebbe andato via al triplice fischio. È rimasto, perché il protocollo molto rigido e l’etichetta (certi atteggiamenti sono mal tollerati nel Paese saudita) glielo imponevano. Ma quando ha notato le immagini dell’avversario sul maxi-schermo che s’è preso (secondo il suo modo di vedere, gli ha rubato) la scena assieme ad Aleksandar Mitrovic non è riuscito più a trattenersi.

Immagine

Le immagini chiariscono cosa è successo: CR7 sembra voltarsi verso i compagni di squadra e fa loro un cenno eloquente, adesso basta è il momento di tornare negli spogliatoi. Il gruppo lo asseconda e si dirige verso l’imboccatura del tunnel. È in quel momento che il portoghese sfila la medaglia dal collo, fa un gesto di palese disapprovazione (la serata è andata malissimo, a livello personale e di club) e la scaglia con rabbia verso le tribune.

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Non sa che farsene di quel premio da secondo, non lo vuole. E che fosse difficile per lui accettare quella situazione lo si era intuito anche da un’altra sequenza video: mentre guidava la fila di compagni per salire sul palchetto è stato ostacolato in maniera involontaria da un membro dello staff organizzativo e lo ha letteralmente mandato alla malora.

Una serata da dimenticare sotto tutti i punti di vista per l’ex calciatore di Real Madrid, Manchester United e Juventus. Una serata caratterizzata da una serie di sfoghi che non potevano passare inosservati, sia per la teatralità delle reazioni sia per la popolarità globale che lo accompagna da una parte all’altra del mondo.

Prima ha risposto “io sono qui, non Messi” ai tifosi avversari che gli gridavano il nome dell’argentino. Poi, ammonito per aver calciato la palla sugli spalti, ha reagito male perché a suo dire l’arbitro Tori Penso aveva fischiato una punizione inesistente.

Finito? No. Deluso, provocato, punto nell’orgoglio si abbandona a un altro gesto scomposto, osceno. Un sostenitore dell’Al-Hilal gli lancia una sciarpa dagli spalti, un altro ancora sembra tirargli anche una maglietta: CR7 viene quasi colpito mentre sta percorrendo il tunnel della Kingdom Arena e ha un moto di stizza. Prende quegli accessori, apre il pantaloncino e li strofina contro l’inguine prima di lanciarli con sdegno e frustrazione.

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