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Ristoranti, ecco dove mangiare con gusto sulle piste da sci

La stagione invernale sulle Alpi e sugli Appennini è ufficialmente entrata nel vivo. Se la mattina si passa tra discese, ciaspolate e paesaggi mozzafiato, l’ora di pranzo in quota è diventata anch’essa un rito, un’occasione unica per assaporare non più solo piatti tipici, ma anche interpretazioni alternative del territorio. Esperienze diventate parte integrante di un’economia della montagna che quest’inverno vedrà protagonisti 19 milioni di turisti e che, comprese le città d’arte e altre destinazioni, muoverà oltre 7 miliardi di euro, secondo le stime di Cna Turismo e Commercio.
Pranzare sulle piste, insomma, non è più solo una sosta funzionale: è diventato un momento esperienziale tra ingredienti locali, accoglienza alpina e panorami indimenticabili. Ecco una selezione di alcuni tra i luoghi più esclusivi e autentici dove mangiare sulle piste.

Stellato a Ortisei

Ristorante Anna Stuben

A soli 200 metri dalle piste, in Val Gardena, il Ristorante Anna Stuben del Relais & Châteaux Gardena Grödnerhof Hotel & Spa di Ortisei è una tappa d’eccellenza per chi vuole unire sci e grande cucina. Guidato dallo chef Reimund Brunner, 1 Stella Michelin 2026, il ristorante propone una cucina creativa partendo da ingredienti freschi, locali e spesso dimenticati. Qui la tradizione alpina viene riletta con sensibilità contemporanea: piatti autentici, profondi, capaci di raccontare il territorio. Una pausa gourmet perfetta, anche tra una discesa e l’altra.

Grande griglia a Cortina

Rifugio Faloria

In cima al Monte Faloria, a 2.120 metri di quota, il Rifugio Faloria è facilmente raggiungibile dal centro di Cortina in funivia e dalla terrazza solarium offre una splendida vista sulle Dolomiti e sulle piste da sci. Il ristorante, al piano terra, accoglie in una sala in legno con vista su Punta Nera, Pelmo e Pomagnon, mentre al piano superiore l’area wellness con sauna e jacuzzi si affaccia sul Monte Cristallo. La cucina invece stupisce gli amanti della carne con la vera regina della casa: la griglia. Tantissimi tagli (dalle costolette di cinghiale alle costate di manzo, al tomahawk) accompagnati da polenta fatta in casa, patate o funghi trifolati, e dessert tradizionali come lo strudel di mele e la Linzer Torte. Che tra l’altro è considerata la torta più antica del mondo e la prima ricetta scritta, risalente al 1653, fu ritrovata proprio in Veneto.

Il Tipico di Chalet al Foss

Chalet al Foss

Il 5 stelle Chalet al Foss si trova vicino alle piste del comprensorio del Passo Tonale e da queste è raggiungibile anche con il servizio skibus gratuito offerto dall’hotel. Chi cerca i sapori autentici del Trentino troverà il suo spazio ideale nel ristorante aperto agli ospiti esterni “Il Tipico”, dove ricette di montagna raccontano storie di un tempo: polenta con funghi e formaggi locali, carni brasate, zuppe di stagione e piatti semplici intensi, preparati con ingredienti rigorosamente locali e di stagione.

Niederkofler a Plan de Corones

A 2.275 metri di quota, sul Plan de Corones, AlpiNN by Norbert Niederkofler – Food Space & Restaurant rappresenta uno dei progetti più emblematici della nuova ristorazione di montagna in Alto Adige. La vista dal ristorante spazia dalla cima delle montagne innevate al cielo, in un continuum di bellezza che meriterebbe comunque il viaggio, anche se non ci fosse un tre stelle Michelin (con l’Atelier Moessmer a Brunico, qualche migliaio di metri più a valle) a sovraintendere il progetto culinario. AlpiNN si raggiunge comodamente con la cabinovia che sale dal parcheggio di Riscone, a pochi chilometri da Brunico, e già l’arrivo, sospeso tra cielo e Dolomiti, anticipa un’esperienza che va oltre il semplice pasto. Non a caso, nel 2025 AlpiNN ha ottenuto il primo riconoscimento della stampa tra i migliori Mountain Club d’Italia, premio che valorizza una visione capace di coniugare cucina, territorio e sostenibilità. Il ristorante traduce in quota la filosofia del “Cook the Mountain”, con una proposta gastronomica che mette al centro ingredienti locali, stagionali e filiere corte, interpretati con rigore contemporaneo. I piatti raccontano la montagna senza folklore, attraverso preparazioni essenziali, sapori netti e un equilibrio costante tra memoria e innovazione.

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