Storie Web venerdì, Gennaio 16
Riparte l’industria: +1,5% sul mese, +1,4% annuo. Boom dei farmaci, giù le auto

Farmaci, ancora una volta, ma non solo. I dati Istat sulla produzione industriale di novembre evidenziano una fase di ripresa allargata, con una crescita media dell’1,5% sul mese precedente, dell’1,4% in termini annui.

Se i progressi della farmaceutica (+8,7%) restano i più robusti, si registrano performance positive anche per elettronica, macchinari e metallurgia. A frenare le medie, ancora una volta, sono i mezzi di trasporto (-3,1%) trascinati al ribasso dagli autoveicoli (-7,6%), così come in calo di quasi tre punti è il settore chimico. In frenata di un punto il settore alimentare, mentre il tessile-abbigliamento resta al palo. Il bilancio degli 11 mesi migliora ma resta negativo (-0,5%) e a questo punto, mancando all’appello soltanto la rilevazione di dicembre, pare probabile che anche nel 2025, dunque per il terzo anno consecutivo, la produzione manifatturiera in Italia faccia segnare un arretramento, dopo il -2% del 2023 e il -4% dell’anno successivo. L’indice destagionalizzato si trova ora a quota 94,8, dunque quasi cinque punti al di sotto dei livelli medi del 2021 presi come riferimento.

Il contesto

Dati positivi ma ancora una volta interlocutori, che risentono di un quadro in bilico sotto più aspetti, a partire dallo scenario internazionale. Con l’avvio del 2026 – segnala l’Istat – segnato da nuovi focolai di instabilità che supportano le previsioni di un rallentamento dell’attività economica a livello internazionale per l’anno in corso. Difficoltà che si riverberano anche negli indicatori qualitativi delle imprese. Se nella media, tenendo conto di commercio e costruzioni, l’indice di fiducia nell’ultima rilevazione di dicembre è in progresso, non altrettanto accade per la manifattura, che vede invece ogni variabile orientata al ribasso, con la flessione di oltre un punto. Numeri non brillanti si segnalano anche sul fronte delle vendite internazionali. Per i mercati extra-Ue il dato di novembre è stato infatti negativo (-3,3%), abbassando la crescita degli undici mesi a soli due punti percentuali. Nei dieci mesi (qui i dati sono totali, c’è anche l’Europa), il progresso è del 3,4% ma si tratta di guadagni quasi interamente ascrivibili ad un un unico settore, quello farmaceutico (+34%), mentre altrove, tra chimica e tessile-abbigliamento, gomma-plastica ed elettronica, macchinari e autovetture, si sperimentano solo stagnazione o riduzione dei valori.

Il freno di Berlino

Decisivo per l’evoluzione del quadro manifatturiero in Italia sarà l’andamento dell’economia tedesca, che continua a mandare segnali contrastanti e interlocutori. Il Pil 2025, nelle stime diffuse poco fa dall’istituto di statistica di Berlino, è cresciuto dello 0,2%, così come il quarto trimestre dell’anno, a ridosso dunque della stagnazione. A novembre, ad ogni modo, la produzione industriale tedesca ha realizzato una lieve crescita (+0,8% sia su base mensile che in termini annui), spinta in particolare dall’andamento delle auto. L’indice, al termine di una frenata quasi continua negli ultimi tre anni, si trova sette punti al di sotto dei livelli del 2021 e in generale nei primi 11 mesi dell’anno la produzione si è ridotta dell’1,2%.Dati un poco migliori potrebbero arrivare a dicembre, almeno a giudicare dalla produzione interna di vetture, cresciuta del 17%, portando il totale annuo a 4,15 milioni di unità, due punti oltre il livello del 2024. Dati confortanti, anche se dieci anni prima la produzione interna in Germania era pari a 5,7 milioni di vetture, numeri che certificano allo stato attuale un gap produttivo del 27% rispetto al 2015. Nulla, tuttavia rispetto al crollo sperimentato in Italia, che in 10 anni ha visto ridursi di quasi il 70% la già limitata produzione nazionale di vetture: ora siamo scesi a poco più di 200mila unità, un ventesimo della produzione di Berlino, per trovare valori più ridotti occorre tornare al 1954.

Nel dettaglio

A novembre 2025 torna a crescere la produzione industriale. L’Istat stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti dell’1,5% rispetto a ottobre. Al netto degli effetti di calendario, a novembre 2025 l’indice generale aumenta in termini tendenziali dell’1,4%, con i giorni lavorativi di calendario che sono stati 20 come a novembre 2024.

Condividere.
Exit mobile version