
Gli studenti universitari britannici potranno quindi scegliere di passare un anno del loro corso di laurea in un’università europea senza pagare rette o tasse aggiuntive, e viceversa: gli studenti europei potranno frequentare le università britanniche per un anno pagando le stesse rette dei cittadini.
Il programma Erasmus, partito nel 1987 come scambio di studenti universitari, ha avuto un grande successo: solo gli italiani che hanno partecipato nell’ultimo decennio sono oltre un milione. Più di recente Erasmus+, che ha un budget di 26 miliardi di euro per il periodo 2021-27, è stato ampliato al mondo del lavoro, coprendo stage, periodi di apprendistato e corsi di formazione.
Prima di Brexit la Gran Bretagna era una calamita per gli studenti europei: per ogni giovane britannico che andava in un Paese Ue, almeno tre europei si trasferivano nel Regno Unito. Dopo Brexit, il numero di studenti europei che hanno scelto le università britanniche è crollato di oltre il 50% perché le rette sono più che triplicate.
L’annuncio è stato accolto favorevolmente sia dalle associazioni di docenti che di studenti universitari. Si tratta di «un enorme passo avanti nei nostri rapporti con la Ue e offrirà opportunità che cambieranno la vita di migliaia di studenti», ha detto Vivienne Stern, chief executive di Universities UK.
«Da quando il Regno Unito ha lasciato il programma il numero di studenti britannici in Europa è crollato, così come il numero di europei in Gran Bretagna – ha detto Alex Stanley, vicepresidente della National Union of Students -. Ora però tutti gli studenti potranno di nuovo avere una esperienza più completa».



