Storie Web mercoledì, Febbraio 28
Notiziario

Le modifiche più restrittive sono state introdotte per arginare richieste peregrine di persone senza i requisiti richiesti che tentavano di aggirare il sistema, ma il fatto è che «a pagarne le conseguenze, magari tra molti anni, saranno tante persone in assoluta buona fede -, affermaTravaglini -. L’Home Office dovrebbe considerare i rischi di un approccio troppo restrittivo».

Ci sono molte ragioni infatti per cui molti europei non hanno fatto domanda in tempo: alcuni, vivendo qui da decenni, non si sono resi conto che il loro diritto di residenza permanente era scaduto con Brexit, altri non sono stati informati perché persone vulnerabili o malate, altri ancora, magari anziani, non hanno dimestichezza con internet e il sistema di registrazione è online. Per non parlare delle assenze forzate dalla Gran Bretagna dovute alla pandemia.

Il bilancio delle richieste

Il Governo britannico ha sottolineato che il sistema di registrazione Euss, che ha gestito un volume di richieste molto superiore alle previsioni, è stato un grande successo. Dei 6,2 milioni di persone che hanno fatto domanda, 5,7 milioni hanno ricevuto il permesso di residenza permanente o temporaneo.

«Dopo cinque anni è evidente che questo non è uno scandalo potenziale ma uno scandalo già in corso -, afferma Christopher Grey, Professore Emeritus a Royal Holloway, University of London -. Non si tratta solo dell’Euss, ma anche dei metodi pesanti adottati dalla polizia di frontiera, che fermano o detengono senza motivo cittadini Ue che hanno il diritto di entrare nel Paese».

Già nel 2021 la Commissione Ue si era detta «preoccupata» per il numero di detenzioni illecite di cittadini europei al confine britannico, ma la pratica continua ancora. Le proteste spesso cadono nel vuoto, ma a volte funzionano.

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