Storie Web martedì, Luglio 21

Dopo le parole, c’è grande attesa per i fatti. Si prevede che forse già oggi Burnham annuncerà i nomi dei suoi ministri più importanti: Esteri, Interni e Tesoro. La scelta, finora tenuta segreta nonostante la ridda di voci, darà una chiara indicazione delle priorità del nuovo premier, che ha detto che il suo Governo vuole riflettere «tutte le anime del partito laburista».

Burnham è un veterano della politica: diventato membro del partito laburista a 15 anni, eletto deputato nel 2001, ha avuto posizioni di rilievo nei Governi di Tony Blair e Gordon Brown prima di lasciare Westminster per tornare alle sue radici nel nord dell’Inghilterra.

Eletto primo sindaco di Greater Manchester nel 2017 in seguito alla riforma delle amministrazioni regionali, Burnham è stato poi confermato due volte con una maggioranza più consistente e quando ha lasciato aveva un indice di gradimento del 65%, secondo i sondaggi.

Per poter aspirare alla successione a Starmer aveva dovuto candidarsi nella circoscrizione di Makerfield, vicino a Manchester, ed era stato eletto deputato con il 55% dei voti.

L’addio di Starmer

Starmer ha lasciato Downing Street con grande dignità, dichiarandosi sereno e orgoglioso per quanto è riuscito a realizzare. “Il mio lavoro è finito”, ha detto in un breve discorso di commiato, ricordando che nei suoi sei anni e mezzo alla guida del partito ha rilanciato il Labour in crisi, riportandolo alla vittoria elettorale nel 2024, e ha rafforzato l’economia e i servizi pubblici. Il premier uscente ha consigliato al suo successore di “non soccombere alle divisioni” mantenendo unito il partito e il Paese e gli ha assicurato il suo «pieno sostegno».

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