Alessandra Todde conserva appieno la sua legittimità nel ruolo di presidente della Regione Sardegna. La Corte d’Appello di Cagliari ha infatti riformato in parte la sentenza emessa in primo grado riguardante la sua presunta decadenza dall’incarico, confermando tuttavia la sanzione pecuniaria di 40.000 euro a suo carico.

I giudici di secondo grado hanno accolto solo parzialmente l’appello presentato dalla stessa presidente, dichiarando nulle le motivazioni della sentenza iniziale nella sezione in cui la condotta di Todde era stata inquadrata come “omessa presentazione” del rendiconto relativo alle spese della campagna elettorale. 

In particolare, la Corte ha preso atto di una pronuncia precedente della Corte Costituzionale, che aveva già annullato l’ordinanza del Collegio di Garanzia nella parte che disponeva la decadenza dall’incarico. Si tratta di un passaggio cruciale, che rafforza la posizione della governatrice e mette fine a una querelle giudiziaria protrattasi per mesi, nata da contestazioni sulle rendicontazioni elettorali del 2024.

 

Giuseppe Conte, Alessandra Todde e Elly Schlein al quartier generale, Cagliari, 27 febbraio 2024 (Ipa)

04/01/2025

L’ordinanza

L’ordinanza scaturiva dall’analisi delle spese affrontate dalla presidente durante la campagna per le regionali di febbraio 2024, dove emersero anomalie, come riportato in vari articoli. Tra i rilievi del collegio elettorale, spiccano l’assenza di un conto corrente specifico per i fondi elettorali e la mancanza di un tesoriere designato, requisiti essenziali per assicurare la trasparenza delle donazioni. Tuttavia, l’11 marzo 2025 la Corte dei conti validò tali spese, e un mese più tardi la Procura di Cagliari ne richiese l’annullamento della revoca.

 

Al momento, non è arrivato alcun commento ufficiale “a caldo” da parte di Alessandra Todde, che si starebbe preparando a volare a Bruxelles per impegni istituzionali. È però altamente probabile che domani, durante un previsto punto stampa nella capitale belga, la presidente affronti pubblicamente la decisione della Corte d’Appello, delineando le implicazioni politiche e amministrative per la Sardegna.

Dall’entourage della governatrice e dagli ambienti del Movimento Cinque Stelle – forza politica da cui Todde proviene – trapelano toni di evidente soddisfazione ed entusiasmo. Fonti vicine alla presidente sottolineano come questa sentenza rappresenti una vittoria netta contro tentativi di delegittimazione, permettendole di concentrarsi pienamente sulle priorità regionali come sviluppo economico, transizione ecologica e politiche sociali.

La vicenda aveva suscitato un ampio dibattito politico in Sardegna e a livello nazionale. Ora, con la parziale riforma, Todde può proseguire il suo mandato senza ombre, anche se la multa pecuniaria resta un monito sulle regole di trasparenza elettorale.

Giuseppe Conte e Alessandra Todde al termine della conferenza stampa a Palazzo Tirso di Cagliari

Giuseppe Conte e Alessandra Todde al termine della conferenza stampa a Palazzo Tirso di Cagliari (Ansa)

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