
Un fallimento può essere il preludio di una grande vittoria. Una frase che si avvicina molto a un ossimoro, ma che rappresenta bene quel che è successo a Landspace, l’azienda spaziale privata cinese che, pochi giorni fa, ha tentato, senza successo, di lanciare un vettore e riportare a Terra il primo stadio, per riutilizzarlo.
Zhang Changwu, a capo di Landspace, è quindi il primo non americano che ha tentato di rompere il monopolio di Elon Musk e Jeff Bezos. L’altro privato cinese che ci proverà fra poco, con la sua industria Space Pioneer è Kang Yonglai; sono nomi decisamente poco noti in Occidente rispetto a Elon Musk e Jeff Bezos, ma le cose potrebbero presto cambiare. Le due aziende che abbiamo appena citato sono ancora molto indietro rispetto a SpaceX, di Musk, e Blue Origin, di Bezos, ma la Cina ci ha insegnato, in questi ultimi anni, a non sottovalutarla e, per quanto riguarda la tecnologia, a fare passi da gigante con una velocità sconosciuta in Occidente, basta pensare all’invasione di auto cinesi che vediamo, da inizio anno, nelle nostre strade.
I tentativi falliti del Dragone Rosso
Il maiden flight, lancio inaugurale dalla Mongolia, dello Zhuque-3 di LandSpace è finito con un’esplosione del primo stadio nella fase di ritorno, mentre il secondo stadio si è comportato come previsto. Per SpaceX si è affermato con decisione ogni volta che dagli errori si impara, e per il loro SpaceShip, il razzo vettore più grande del mondo, se ne sono visti parecchi; quindi, possiamo adottare lo stesso criterio anche per l’impresa cinese.
Ma i due imprenditori privati sono solo la punta di diamante delle oltre 400 aziende private, nel senso cinese, che sono letteralmente spuntate come funghi in Cina nel promettente campo spaziale da quando, 11 anni fa, il Consiglio di Stato ha ammesso l’iniziativa privata nei settori missilistico e satellitare. Nel numero, per essere chiari, sono da contare anche le molte prestigiose università ed enti di ricerca, anche loro attive, pur se con compiti diversi, nei campi dell’upstream, midstream e downstream. Di fatto alla base di ogni segmento troviamo l’apporto sostanziale di una fitta rete di istituzioni accademiche, laboratori nazionali ed enti di finanziamento che contribuiscono alla progettazione satellitare, alla scienza dei materiali e alla ricerca e sviluppo nel settore delle comunicazioni. Un’ulteriore particolarità di questa partecipazione, accademica e di ricerca, è che si formano spin-off tecnologici, anche in società con operatori statali o privati, garantendo così che il progresso scientifico rimanga legato allo sviluppo delle capacità nazionali.
Casc avversaria di Nasa per Luna e Marte
In sostanza, negli undici anni di questa particolare liberalizzazione si sono sviluppate decine e decine di iniziative, di cui in Occidente si parla poco o nulla, con esiti a volte positivi a volte no e comunque oggi è nutrito il numero di aziende che affiancano la potente Casc, China Aerospace Science and Technology Corporation, che è la vera avversaria di Nasa nella corsa alla Luna e Marte.



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