Storie Web venerdì, Gennaio 16
Raffineria Isab di Priolo, due diligence di Ludoil per acquistare gli impianti

Il contratto c’è ed è operativo ormai da un paio di giorni. Ma non è questa la notizia, o almeno non lo è fino in fondo. La notizia è che Ludoil Energy, gruppo italiano attivo nella logistica, nello stoccaggio e nella distribuzione di prodotti energetici e riconducibile all’imprenditore campano Donato Ammaturo, ha avviato la due diligence per una possibile acquisizione delle raffinerie Isab di Priolo Gargallo, passate ai ciprioti di Goi Energy dopo l’uscita dei russi di Lukoil, con il supporto del trader internazionale Trafigura.

L’accordo già firmato per la caricazione e la vendita dei prodotti petroliferi – limitatamente al mercato siciliano – rappresenta infatti solo il primo passo operativo di un percorso industriale più ampio, che guarda esplicitamente alla proprietà dell’impianto. A chiarire i contorni dell’operazione è una nota congiunta di Ludoil e Isab. Un chiarimento che arriva mentre, sullo sfondo, si apre anche un fronte di contenzioso: Lukoil, che pur avendo ceduto gli impianti è rimasta controparte commerciale della raffineria, contesta la legittimità del recesso dal contratto in essere.

Il cuore dell’operazione è dunque la due diligence avviata da Ludoil sull’intero complesso industriale, attività che segna un cambio di fase per Isab, tra i principali poli di raffinazione in Italia. Le due raffinerie della zona industriale di Siracusa hanno una capacità autorizzata di lavorazione di 20 milioni di tonnellate l’anno di greggio, con un fattore di utilizzo di circa il 60%, e danno lavoro, tra diretto e indotto, a circa 2.400 persone.

Ludoil Energy è cresciuta negli ultimi anni lungo il segmento downstream dell’energia, rafforzando la propria presenza in infrastrutture considerate strategiche per la sicurezza degli approvvigionamenti. L’interesse per Priolo si inserisce in un disegno industriale di medio-lungo periodo: assumere un ruolo diretto in uno dei principali impianti di raffinazione del Mediterraneo, garantendone la continuità produttiva e accompagnandone l’evoluzione. Nella comunicazione ufficiale si fa riferimento a possibili sviluppi legati a produzioni a minore intensità carbonica, come Sustainable aviation fuel (Saf), HVO e bioetanolo, segnali di una strategia che guarda alla transizione senza mettere in discussione l’operatività immediata del sito.

L’ingresso di Ludoil, anche se limitato alla fase di caricazione, ha già prodotto effetti sul piano legale. Lukoil Italia contesta formalmente la decisione di Isab, definendola priva di fondamento contrattuale e giuridico. In una comunicazione ufficiale, la società afferma che non è intervenuta alcuna risoluzione valida del contratto in essere, che resta pienamente efficace, e che non esiste alcun legittimo subentro di altri operatori nelle attività di ritiro del prodotto. Secondo Lukoil, tutti gli obblighi contrattuali sono stati regolarmente adempiuti, inclusi i pagamenti dovuti – tra cui un versamento di circa 29 milioni eseguito nel pomeriggio del 12 gennaio – e pertanto il contratto non può considerarsi legittimamente risolto.

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